Fakebook: c’è del marcio nella rete


Posted: maggio 3rd, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: comunicazione, facebook | Tags: , , , | No Comments »

Ci hanno sempre raccontato la favoletta che il web 2.0 è il luogo della ‘verità’.

Se hai qualcosa da nascondere non apri un blog, non vai su Facebook, non apri un canale YouTube. Insomma il web partecipativo è fatto solo per persone e per aziende che operano in totale trasparenza e secondo principi etici. Se commetti qualche scorrettezza, se menti, inganni o semplicemente fai un errore la rete sarà pronta a smentirti, grazie alla forza del gruppo.

Questo è quello che ci hanno sempre raccontato, ma è davvero così?

Fatta la legge, trovato l’inganno si usa dire, e nemmeno il mondo dei social network, luogo dove tutto avviene alla luce del sole, ne è esente. E così nascono siti dove acquistare follower su Twitter, richieste per comprare fan su Facebook, per creare personaggi fake per contrastare discussioni diffamanti sul proprio marchio e trucchi per popolare le proprie pagine utilizzando il bottone ‘Mi piace’.

Certo non c’è da stupirsi. Quanto avviene in rete non è poi così diverso da quanto avviene in altri luoghi, dove leggi e regole sono infrante quotidianamente. Perciò per favore smettiamola di considerare la rete al pari di un giudice supremo di tutti i mali. Troppo spesso sento ancora raccontare questa favoletta in corsi, seminari e presentazioni sui benefici della rete e del web 2.0.

Quello che occorre invece è una maggiore eticità da parte dei professionisti e delle agenzie che operano nel settore. Le aziende non preparate ad affrontare le conversazioni in rete e incompetenti sulle dinamiche del social web spesso pensano di risolvere i loro guai con richieste a dir poco ambigue spesso accompagnate dalla frase: “Ma io so che il mio concorrente lo fa”. Di fronte a tale ingenuità verrebbe da rispondere: “Certo! E ci sono anche tanti uomini che ammazzano la propria moglie…”. Credo invece sia fondamentale che agenzie e professionisti adottino un codice etico, quale ad esempio il WOMMA, e per l’Italia il Wommi e invito anche tutte le aziende a scegliere solo agenzie e professionisti che abbiano sottoscritto un codice etico.

E se qualcuno passasse di qua e mi volesse ingaggiare per qualunque delle attività sopracitate, troverà chiuso…

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Camparitivo in Triennale: aperitivo col design


Posted: aprile 16th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: design, eventi | Tags: , , , , , | No Comments »

A Milano i bar immersi nel verde hanno una seduzione particolare, sarà per il troppo asfalto della città, sarà per la voglia di evadere, ma sono questi i luoghi dove i milanesi ricercano una piccola oasi di relax. Tra tutti i bar all’aperto senza dubbio quello all’interno del giardino della Triennale – sotto gli imponenti archi di Giovanni Muzio e immerso nel verde del Parco Sempione – ha sempre avuto un fascino unico per me.

Camparitivo

Camparitivo in Triennale, riedizione del bar voluta da Campari per celebrare il suo 150° anniversario e progettata dall’architetto Matteo Ragni, mi è piaciuta particolarmente per l’interazione tra il bar e il suo contesto con un gioco di specchi che proietta il parco all’interno del bar e viceversa in una perfetta integrazione tra natura e design e con leggerissime lampade che si muovono al ritmo del vento.

Camparitivo in Triennale vuole essere un luogo d’incontro e scambio in cui si suggeriscono nuove gestualità e punti di vista sul consumo del perfetto aperitivo italiano. Per l’ideazione dello spazio Matteo Ragni ha proiettato lo sguardo verso il futuro e ha immaginato i prossimi 150 anni di Camparisoda (giocando ironicamente con i 150 che Campari celebra proprio quest’anno).  Dallo sguardo del marchio verso il futuro, nasce Futuro Meraviglioso.

In questo contesto, in un ambiente in fermento alla vigilia dell’inaugurazione del FuoriSalone, Matteo Ragni con pantaloni color vinaccia, maglioncino verde bottiglia e giacca a specchio (a suo dire acquistata per l’occasione e coordinata con l’allestimento) ci ha divertito e intrattenuto spiegando l’idea che sta dietro ad ogni sua creatura. Già perché gli oggetti di design, non sono semplici ‘cose’, ma creature con tanto di nome di battesimo. C’è Camparina, la sedia che ti invita a sederti non di fronte, ma lateralmente alla tua preda perché il perfetto cacciatore sa che questa è la posizione migliore per l’approccio, con tanto di dimostrazione sul campo del designer in persona. Poi c’è Dot, il tavolo rotondo con un vassoio girevole al centro, ereditato in parte dai ristoranti cinesi e in parte dal disco dei vecchi telefoni della Sip, perché chi ama Camparisoda chiama Camparisoda. E poi la lampada Fortunata – il cui nome è un doveroso omaggio a Fortunato Depero, ideatore della bottiglietta e dei primi manifesti pubblicitari del Camparisoda – leggerissima struttura composta da un gioco geometrico di triangoli ondeggia sinuosa ad ogni alito di vento. Ed infine Click, il bicchiere perfetto per Camparisoda  - il primo monodose della storia – dà nuova vita alla storica bottiglietta usata come stelo per non perdere l’esperienza dell’oggetto.

Il bar rimarrà aperto fino ad ottobre, da martedì a domenica, dalle 11.30 alle 23.00, giovedì e venerdì fino alle 24.00.

E nel giardino della Triennale potete gustare anche l’esperienza dei 10 giganteschi telescopi rossi, 10 porte, 10 strade, 10 percorsi verso il futuro. Non ha importanza quale scegliate per prima, la cosa importante è farsi strada, almeno con il pensiero, verso un futuro meraviglioso… Quale mi è piaciuta di più? Ovviamente la seconda, quella della donna “che custodisce il seme che nasce, la mano che accoglie”.


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FuoriSalone 2010, gli eventi imperdibili


Posted: aprile 14th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: design, eventi | Tags: , , , , , , , , , , , , | 2 Comments »

Nonostante il FuoriSalone sia arrivato al 20° anno d’età, non esiste ancora – a mio parere – una valida guida on-line che riesca ad orientare i visitatori verso gli eventi più interessanti. Nella migliore delle ipotesi sono solo un freddo elenco di eventi. Dopo aver comprato e consultato tutto il consultabile vi offro il mio personalissimo elenco di eventi imperdibili. E buon FuoriSalone!

I classici

TRIENNALE
Viale Alemagna 6 (mappa)

Bar Campari in TriennaleVale sempre una visita la Triennale di Milano. Nel giardino potete gustare un Camparitivo nel nuovo bar Campari progettato da Matteo Ragni. Oltre alle mostre allestite appositamente per il FuoriSalone potete visitare il Museo del Design nella coloratissima reinterpretazione di Alessandro Mendini e la mostra Roy Lichtensein – Meditation on art, una retrospettiva sulle opere del maestro pop art, con un’esposizione di oltre 100 opere.

Dal 14 al 19 aprile – 10/22


TRIENNALE BOVISA

Via Lambruschini 31 (mappa)

Compasso di lattaTriennale Bovisa quest’anno ospita il Compasso di Latta, un concorso, una mostra, una serie di workshop che pongono l’accento sul bisogno rinnovato di invenzioni nel settore artigianale delle piccolissime serie, delle micro realtà produttive con chiara finalità sociale, a volte anche alternative. Inoltre sempre in Triennale Bovisa trovate SOS Design dove oggetti di design vengono venduti a prezzi equi e il cui ricavato viene devoluto ad associazioni benefiche.

Dal 14 al 19 aprile – 10/22

THINK TANK
c/o Università Statale, Via Festa del Perdono (mappa)

Video Think TankDa qualche anno (credo siano 4 o forse 5) i cortili dell’Università Statale ospitano le creazioni di architetti e designer, chiamati ogni anno ad interpretate un tema diverso. Le imponenti installazioni popolano il meraviglioso cortile rinascimentale del Filarete in un magnifico gioco di luci e forme per un esperienza sensoriale unica. E’consigliabile la visita di sera per poter apprezzare i giochi di luce.

Dal 13 al 18 aprile – 9/24
Dal 19 al 25 aprile  – 9/20

Le zone

ZONA TORTONA

Ristorante HomeZona Tortona vale senza dubbio una visita. Entrate dovunque vedete una bandierina di ‘Interni’ e non rimarrete delusi. In particolare vi consiglio di non perdere: il Nhow Hotel, via Tortona 35, albergo di tendenza con arredi di design, già bellissimo senza le installazioni del FuoriSalone che sembra creato appositamente per ospitare questi eventi; lo spazio Philips, via Bugatti 7, che ospita il ristornate D’O di Davide Oldani; la Fondazione Arnaldo Pomodoro, via Solari 35, dove su una panca lunga 100 metri potrete assistere ad installazioni musicali di ogni genere;  Swarowski Cristal Palace, via Savona 56, 5 stanze allestite da 5 designer ispirate a palazzi come Versailles o il Palazzo d’Inverno. E se siete affamati e volete fermarvi per un pranzo o una cena vi consiglio il ristorante Home, via Tortona 12, un ambiente accogliente all’interno di un cortile arredato in perfetto stile design.


BRERA DESIGN DISTRICT

Appartamento LagoC’è un’altra zona a Milano che vorrebbe strappare alla Zona Tortona il ruolo di cittadella del design. E’ la zona di Brera che da quest anno ha una propria guida e un proprio sito web. Da non perdere Valcucine da sempre all’avanguardia che presenta cucine ecologiche altamente innovative e Appartamento Lago, non un freddo showroom, ma un vero e proprio appartamento dove lo staff di Lago vivrà realmente per questi giorni del FuoriSalone.L’appartamento è aperto a chiunque voglia passare di lì. Basta citofonare e vi apriranno.

I PARTY

TRIENNALE
Design Week Party

dj set con Alessio Bertalot
Mercoledì 14 aprile- 19/24

PHILIPS
c/o Spazio Galvanoteca Bugatti
via Bugatti 7

Venerdì  16 aprile- 22/24

DUTCH INVERTUALS
c/o Verger
Via Varese 1

Sabato 17 aprile – 20/24

ESTERNI CLOSING PARTY
c/o Hangar Bicocca – Via Chiese 2
Sabato 17 aprile – 20/5

Eventi speciali

Eventi speciali FuoriSalone 2010

OSPITI INASPETTATI presentata dal museo Bagatti Valsecchi, dalla casa Boschi di Stefano, dalla villa Necchi Campiglio e dal museo Poldi Pezzoli. Nelle quattro case museo trovano posto oltre duecento progetti, mischiando ambienti antichi e arredamento moderno. In particolare vi consiglio Villa Necchi Campiglio dell’architetto Piero Portaluppi, di propietà del FAI, interessante esempio di architettura razionalista.
Museo Bagatti Valsecchi, via Gesù 5
Casa Boschi Di Stefano, via G. Jan 15
Villa Necchi Campiglio, via Mozart 14
Museo Poldi Pezzoli, via Manzoni 12

11 marzo – 2 maggio 2010 – maggiori info

TUTTI A TAVOLA! per scoprire il senso, tutto italiano, dello stare assieme riuniti in cucina.
Villa Reale, via Palestro 14 – 14 aprile/9 maggio – maggiori info

UN BAGNO DI STELLE con proiezioni di immagini sulla volta celeste, al posto delle costellazioni. Una video-installazione celebrativa del mondo del bagno attraverso la grazia e la bellezza del corpo femminile.

Civico Planetario Ulrico Hoepli, Corso Venezia 57 – 14-19 aprile 2010 – 18.00/23.00 (spettacolo ogni 30 minuti) – maggiori info

A cielo aperto

PUBLIC DESIGN FESTIVAL

Public Design FestivalGiovani designer hanno realmente invaso Via Vigevano con le loro installazioni per vivere la città e non attraversarla soltanto, immaginarsi come potrebbe essere e provare a riprogettarla in maniera consapevole.

La guida in pdf del Public Design Festival

Dal 13 al 18 aprile – 0/24

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Quanto costa il silenzio alle aziende? Sono davvero disposte a pagare questo prezzo?


Posted: aprile 12th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: comunicazione | Tags: , , , | No Comments »

Il silenzio è d’oro. O forse sarebbe meglio dire il silenzio costa caro? Lo sa bene Toyota che ha dovuto sborsare una multa di oltre 16 milioni di dollari commissionata dall’ente nazionale statunitense per la sicurezza stradale (NHTSA) per aver taciuto per mesi il problema all’accelerazione riscontrato su alcune vetture che ne comprometteva la sicurezza. La legge statunitense prevede che tali problemi vengano comunicati entro 5 giorni dalla comparsa, mentre Toyota ha tardato alcuni mesi prima di darne comunicazione.

Un altro caso da manuale, pluricitato, ormai passato alla storia, è quello del lucchetto Kryptonite. Kryptonite è un marchio americano che produce lucchetti e sistemi di sicurezza di vario tipo per biciclette, moto, snowboard e sci. Nel 2004 cominciarono a girare alcuni video che dimostravano come il lucchetto in acciaio a U dichiarato inattaccabile fosse apribile con una semplice penna BIC. L’azienda intraprese immediatamente l’azione di sostituzione dei lucchetti, ma non ne fece parola né con i media, né con la blogosfera, tanto che il problema si ingigantì a causa delle mancate risposte dell’azienda, fino ad arrivare, dopo 10 mesi, ad un costo stimato per l’azienda di 10 milioni di dollari.

A maggior ragione oggi, dove gli strumenti di condivisione sono molteplici, a partire dai social network, il silenzio delle aziende non è più giustificabile. E’ necessario che le aziende siano preparate ad affrontare le crisi con competenza e chiarezza intervenendo in prima persona, evitando di delegare la propria difesa a personaggi fasulli che appaiono per magia su blog e social network. E’ comprensibile che le aziende si trovino spiazzate di fronte a situazioni che si evolvono con velocità sbalorditive al ritmo di decine di commenti al minuto, in cui spesso non riescono ad attivarsi per decisioni in tempi rapidi. E’ altresì evidente che un’azienda valuti con attenzione la situazione e pianifichi un’azione ragionata, assolutamente necessaria per evitare ulteriori danni, ma deve essere consapevole che ogni ritardo o indecisione nella risposta può costare caro e non solo in termini di credibilità del brand.

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Adopt a designer


Posted: aprile 8th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: design, eventi | Tags: , , , | No Comments »

Have you ever been in Milan for the Salone del Mobile? Besides the international furniture exhibition, which is one of the most important in the world, during this week Milan really becomes the world’s design capital. With the FuoriSalone events, every corner of the city is like an item in a design museum and every evening many cocktail parties are hosted by furniture shops, fashion showrooms, bars and restaurants. For Milan it is definitely the most amazing week in the year.

But, if you haven’t booked your accommodation by now, you’ll struggle find anything. Every single room in every hotel has been fully booked for months. So what should you do, if you desperately want to visit Milan during the Salone del Mobile? Join Facebook! Yes, join Facebook and visit the group ‘Adopt a designer’ hosted by Nadia El-Iman and Alberto Cottica.

“During furniture fair in Milan accommodations are very expensive and hard to find.” Nadia says “Help a designer on a tight budget to make it to the event by giving them a place to sleep. What´s in it for you? You might make some new friends. Both designers and people with spare beds/couches are invited to join the group.”

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Facetiquette


Posted: marzo 30th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: comunicazione, facebook | Tags: , , , , | No Comments »

Stufi di ricevere ogni giorno decine di inviti a gruppi per attivare misteriose funzioni Facebook o pagine con i mille modi per cucinare una zucchina? Se anche voi avete amici a cui sfugge il bon-ton, educateli con qualche semplice regoletta.

urloAMICIZIA
Vuoi essere mio vicino di fattoria in Farmville? Il mio lavoro ti interessa? Sei stato il compagno di banco di mio cugino all’asilo? Qualunque sia il motivo per cui mi chiedi l’amicizia per favore scrivimelo. Tra i miei hobby non c’è la cartomante.

POST IN BACHECA
Ok, ok, ho accettato la tua amicizia, anche se non ho capito perché e non abbiamo amici in comune. Non è passato nemmeno un minuto e hai già invaso la mia bacheca con i tuoi gruppi, le tue pagine, le tue cause per salvare le foche monache della Papuasia (che tra l’altro stanno benissimo). Eh no cribbio [cit.], non si fa così!

INVITI AD EVENTI
Hai creato l’evento più chic trendy esclusivo della galassia e sei assolutamente convinto che nessuno possa mancare. Ma se è a Catania e io abito a Casal Pusterlengo? Ma se è la Fiera del Cacciavite e io lavoro solo all’uncinetto?

GRUPPI E PAGINE
Sei convinto che il tuo gruppo o la tua pagina siano strumenti utili e indispensabili e che nessuno su Facebook possa vivere senza, e allora forza invita tutti, dallo spazzino al dirigente, dal bidello al premio nobel. Ma soprattutto insisti! Se qualcuno ha rifiutato il tuo invito senz’altro ci deve essere stato un errore. Non è possibile che non sia interessato. Mandaglielo ancora il giorno successivo e quello successivo ancora. Accetterà per sfinimento.

TAG
A Natale mi taggi su una pallina, a Capodanno su una stellina, alla festa della donna su un bocciolo di mimosa, a Pasqua su un coniglietto bianco, a ferragosto su una bella gnocca in topless. Comincio ad avere un po’ di crisi di identità.

MESSAGGI DI POSTA
Sei l’amministratore di quel gruppo imperdibile indispensabile incommensurabile di cui sopra, e sei convinto che la tua missione sia quella di coinvolgere i tuoi membri (eh già si chiamano così) in ogni sondaggio e ogni ricerca impossibile, di condividere ogni nuovo post, ogni nuovo evento (di cui hai già mandato l’invito), foto, video, notizie, informazioni, libri, ricette (anche di vita), viaggi, incontri, interviste, opinioni… Basta. Per piacere.

In conclusione, rispetta questa semplice regola: accompagna sempre le tue richieste con una frase personalizzata, non fare invii di massa e seleziona le persone, ma soprattutto usa gli inviti con moderazione, possono causare isterismi a chi li riceve.

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Quando il cliente non vuole pagare


Posted: marzo 24th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: comunicazione, facebook | Tags: , , , | No Comments »

Sono architetto è già in passato ho dovuto scontrarmi con clienti che non riconoscevano il valore del mio lavoro perché ritenevano di saperlo fare da sè. Ci sono mestieri in cui, più di altri, è difficile far valere la propria professionalità e la propria competenza proprio perché molto vicini al “fare comune”. Uno di questi è la comunicazione. Le aziende ritengono di essere in grado di fare da sé, storcono il naso di fronte a preventivi, se pur risicati, per la gestione di piani di comunicazione.  Quando poi si entra nel mondo dei social media, e di Facebook in particolare, le cose non vanno certo meglio.

Facebook ha un grande vantaggio rappresentato dalla facilità di utilizzo. E’ semplice iscriversi, caricare foto, invitare gli amici, scrivere sulla bacheca. Ho visto persone allergiche alla tastiera muoversi su Facebook con l’abilità e la velocità di un adolescente. E poi euforia, manie di grandezza e senso di onnipotenza fanno il resto.

Per le aziende non è molto differente. Appena sbarcate su Facebook aprono pagine, o peggio ancora profili personali, convinte che non sia necessaria alcuna professionalità per gestirli. Invece le competenze di professionisti del settore così come di agenzie o di personale interno realmente qualificato possono davvero fare la differenza.

Vediamo alcuni aspetti: Read the rest of this entry »

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Eventi etici e sostenibili


Posted: marzo 12th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: eventi | Tags: , , | 1 Comment »

Ho aperto questo blog con l’intenzione di toccare vari ambiti non convenzionali, dal marketing  alle energie alternative, dal design alla moda. In realtà ho finito per trattare solo l’argomento del mio lavoro quotidiano: la comunicazione. Spero che quello di oggi sia il primo di una lunga serie di articoli dedicati ad un mondo a me assai caro e a tutti i modi alternativi di business.

fa-la-cosa-giusta

Si apre oggi a Milano la sesta edizione di Fa’ la cosa giusta, mostra dedicata al mondo del commercio equo e solidale e a iniziative etiche ed eco-compatibili. Ci saranno operatori di tutti i settori: turistico, alimentare, energetico, eventi. Ricordo ancora la prima edizione nel 2004 negli spazi di Supertudio Più in via Tortona, con un centinaio di stand. Da allora Fa’ la cosa giusta ne ha fatta di strada e da qualche anno si è trasferita negli spazi assai più ampi di FieraMilanoCity.

A chi pensa a Fa’ la cosa giusta solo come alla fiera del commercio Equo e Solidale, rimarrà piacevolmente sorpreso dai tanti settori in cui questo mondo è impegnato: Moda, Prodotti Alimentari, Casa sostenibile, Viaggi, Turismo solidale, Bambini, Ecoprodotti, Energie rinnovabili, Economia carceraria, Editoria indipendente, Finanza etica, Pace e partecipazione e Software libero.

Un settore particolarmente interessate sviluppatosi recentemente è quello dell’organizzazione di eventi etici e sostenibili. Con questi obiettivi nasce la torinese Giusti Eventi, per ideare, organizzare e ottimizzare a 360° momenti di comunicazione e promozione, seguendo una nuova cultura di responsabilità sociale e ambientale. Ma anche per creare, e mettere a disposizione una rete di fornitori che rispettino chiari standard di sostenibilità, solidarietà ed equità, nella convinzione che, dall’idea creativa alla scelta della location, dal catering alla stampa dei supporti grafici, ogni aspetto di un evento può comunicare lo spirito e i valori di un’azienda.

Tutti i fornitori di Giusti Eventi sono tenuti a firmare una carta etica per garantire trasparenza dei bilanci, trasparenza nell’assetto proprietario, trasparenza nella composizione dei prezzi, trasparenza e chiarezza nell’offerta, attenzione all’impatto sociale e ambientale nell’attività produttiva.

Giusti Eventi la trovate in Fiera al Pad. 1 – stand SI 02, nell’area dei servizi sostenibili per le aziende.

Giusti-Eventi

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Perché le agenzie tradizionali non dovrebbero fare non convenzionale


Posted: marzo 8th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: comunicazione | Tags: , , | 14 Comments »

social-media-peoplePerche non ne sono capaci, verrebbe da dire. No. O meglio non solo. Sarebbe sufficiente che l’agenzia integrasse nel proprio organico una persona o – meglio ancora – un team di persone qualificate sui temi della comunicazione non convenzionale e il problema si risolverebbe. Ma c’è dell’altro. L’agenzia entra in concorrenza con sé stessa. O meglio i due settori della comunicazione tradizionale e quello della comunicazione non convenzionale entrano in conflitto uno con l’altro.

Come? Ma che stai dicendo? I due settori si integrano, interagiscono. No niente affatto! O meglio così dovrebbe essere se l’agenzia è in grado di farli coesistere al suo interno, ma purtroppo non sempre – anzi quasi mai – accade. Il nuovo che avanza fa paura, si ha l’impressione che scalzerà la vecchia costosa campagna pubblicitaria che dà tanta sicurezza.

L’agenzia tradizionale incassa dai clienti centinaia di migliaia di euro/anno in advertising, realizzazione e gestione siti web e non ha alcun interesse a spingere una campagna non convenzionale fatta di social media marketing, buzz marketing, digital pr dai costi assai inferiori, che potrebbe, in parte, sostituire campagne tradizionali. Perché l’agenzia dovrebbe rinunciare ad un’entrata sicura per buttarsi in un settore di cui fondamentalmente non si fida e che porta incassi minori?

E allora perché lo fa? Perché il mercato glielo chiede. Perché le aziende sempre più chiedono una pagina su Facebook, l’analisi della propria reputation on-line o l’interazione con i blogger e le agenzie si stanno attrezzando per poter fornire questi servizi per soddisfare la richiesta del cliente.

Però quando l’agenzia scopre che alcune strategie sono particolarmente efficaci e con costi nettamente inferiori blocca, taglia, ridimensiona i progetti unconventional nel timore di perdere importanti entrate.

Ecco perché l’agenzia tradizionale non dovrebbe occuparsi di non-convenzionale e lasciare il campo ad agenzie specializzate con team più snelli e più preparati.

Con questo non intendo dire che l’agenzia tradizionale è destinata all’oblio, ma se non vuole chiudere i battenti deve seriamente riconsiderare il proprio business ed approcciare il mondo della comunicazione non convenzionale solo se veramente convinta della sua efficacia e non semplicemente perché è il cliente a chiederlo.

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Wordpress censura un post su John Ashfield


Posted: febbraio 16th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: wordpress | Tags: , , , | No Comments »

John-Ashfield-campagnaQuesti i fatti. Lo scorso 5 aprile, Sybelle scrive nel suo blog su piattaforma Wordpress, alcune opinioni su una campagna di John Ashfield, azienda italiana che confeziona abbigliamento stile british.

Sybelle esprime in modo chiaro, diretto, ma non offensivo e nemmeno diffamatorio, il suo giudizio sull’immagine scelta per la pubblicità comparsa su un numero di XL.

A seguito di questo post si scatenano una serie di commenti di dipendenti dell’azienda, attuali e precedenti, che si scambiano battute non proprio in stile british, fino a quando Wordpress, venerdì scorso, non decide di oscurare l’intero blog, senza darne comunicazione all’autrice.

Si scatena una lunghissima discussione su FriendFeed.



Ad oggi ci sono 129 like e 426 commenti!

Gli errori sono tanti. Una campagna discutibile. Un’azienda incapace di difendere la propria brand reputation e Wordpress che decide di censurare i contenuti senza alcun tentativo di mediazione con l’autrice del post.

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