Perché le agenzie tradizionali non dovrebbero fare non convenzionale


Posted: marzo 8th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: comunicazione | Tags: , , | 14 Comments »

social-media-peoplePerche non ne sono capaci, verrebbe da dire. No. O meglio non solo. Sarebbe sufficiente che l’agenzia integrasse nel proprio organico una persona o – meglio ancora – un team di persone qualificate sui temi della comunicazione non convenzionale e il problema si risolverebbe. Ma c’è dell’altro. L’agenzia entra in concorrenza con sé stessa. O meglio i due settori della comunicazione tradizionale e quello della comunicazione non convenzionale entrano in conflitto uno con l’altro.

Come? Ma che stai dicendo? I due settori si integrano, interagiscono. No niente affatto! O meglio così dovrebbe essere se l’agenzia è in grado di farli coesistere al suo interno, ma purtroppo non sempre – anzi quasi mai – accade. Il nuovo che avanza fa paura, si ha l’impressione che scalzerà la vecchia costosa campagna pubblicitaria che dà tanta sicurezza.

L’agenzia tradizionale incassa dai clienti centinaia di migliaia di euro/anno in advertising, realizzazione e gestione siti web e non ha alcun interesse a spingere una campagna non convenzionale fatta di social media marketing, buzz marketing, digital pr dai costi assai inferiori, che potrebbe, in parte, sostituire campagne tradizionali. Perché l’agenzia dovrebbe rinunciare ad un’entrata sicura per buttarsi in un settore di cui fondamentalmente non si fida e che porta incassi minori?

E allora perché lo fa? Perché il mercato glielo chiede. Perché le aziende sempre più chiedono una pagina su Facebook, l’analisi della propria reputation on-line o l’interazione con i blogger e le agenzie si stanno attrezzando per poter fornire questi servizi per soddisfare la richiesta del cliente.

Però quando l’agenzia scopre che alcune strategie sono particolarmente efficaci e con costi nettamente inferiori blocca, taglia, ridimensiona i progetti unconventional nel timore di perdere importanti entrate.

Ecco perché l’agenzia tradizionale non dovrebbe occuparsi di non-convenzionale e lasciare il campo ad agenzie specializzate con team più snelli e più preparati.

Con questo non intendo dire che l’agenzia tradizionale è destinata all’oblio, ma se non vuole chiudere i battenti deve seriamente riconsiderare il proprio business ed approcciare il mondo della comunicazione non convenzionale solo se veramente convinta della sua efficacia e non semplicemente perché è il cliente a chiederlo.


Wordpress censura un post su John Ashfield


Posted: febbraio 16th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: wordpress | Tags: , , , | No Comments »

John-Ashfield-campagnaQuesti i fatti. Lo scorso 5 aprile, Sybelle scrive nel suo blog su piattaforma Wordpress, alcune opinioni su una campagna di John Ashfield, azienda italiana che confeziona abbigliamento stile british.

Sybelle esprime in modo chiaro, diretto, ma non offensivo e nemmeno diffamatorio, il suo giudizio sull’immagine scelta per la pubblicità comparsa su un numero di XL.

A seguito di questo post si scatenano una serie di commenti di dipendenti dell’azienda, attuali e precedenti, che si scambiano battute non proprio in stile british, fino a quando Wordpress, venerdì scorso, non decide di oscurare l’intero blog, senza darne comunicazione all’autrice.

Si scatena una lunghissima discussione su FriendFeed.



Ad oggi ci sono 129 like e 426 commenti!

Gli errori sono tanti. Una campagna discutibile. Un’azienda incapace di difendere la propria brand reputation e Wordpress che decide di censurare i contenuti senza alcun tentativo di mediazione con l’autrice del post.


Attenzione! Rischio phishing da Facebook


Posted: febbraio 5th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: facebook | Tags: , | No Comments »

Il phishing (”spillaggio” di dati sensibili) è una attività illegale ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto di identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto messaggi di posta elettronica fasulli. Grazie a messaggi che imitano grafico e logo dei siti istituzionali, l’utente è ingannato e portato a rivelare dati personali, come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione, ecc..

da Wikipedia

Da qualche tempo mi arrivano e-mail, non richieste, da Facebook che mi hanno chiaramente insospettito. L’ultima della serie è la seguente:

Pishing Facebook

Una simpatica Jackie Lansbury (ma non si chiama Angela?) mi chiede l’amicizia.
Cliccando sui link inseriti nell’e-mail si viene reindirizzati verso una pagina identica alla pagina di login di Facebook, in cui viene richiesto di inserire username e password.

Se li inserite potete dire addio alla vostra identità. Il consiglio è quello di cambiare immediatamente la password di accesso a Facebook e possibilmente anche l’indirizzo e-mail con il quale accedete.

Più in generale, non accedete mai a siti web da link provenienti da e-mail, ma digitate direttamente l’indirizzo nel browser.

UPDATE:

A quanto pare sono stata troppo sospettosa. Mi ha risposto la misteriosa Jackie Lansbury (chissà chi c’è dietro) spiegandomi che non si tratta di phishing, ma di un social game. Rimane ancora da capire come mai mi sia arrivato un invito ad un indirizzo e-mail non collegato a Facebook, senza alcuna spiegazione della provenienza dei miei dati personali. Siamo ai limiti della violazione della privacy. Ma per il momento non vado oltre. Lavorando anch’io nel mondo della comunicazione non convenzionale devo dare atto a questi signori di avermi incuriosito, anche se con metodi non proprio ortodossi :-)

Questa la risposta ricevuta da Jackie via FB

Senza titolo-1

e se volete iscrivervi al social game su Facebook questo è il gruppo: http://www.facebook.com/group.php?gid=280206167407 Io l’ho fatto, a questo punto sono troppo curiosa :-) .


Quando la passione vince


Posted: febbraio 3rd, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: eventi | Tags: , , , | 1 Comment »

Film voices è il progetto vincitore del Kublai Award che si è svolto lo scorso sabato a Roma all’interno del Kublai Camp.

Guardate queste immagini…

giudizio-universale copia turquoise-marilyn_andy-warhol 06kiss1.span copia

… fanno parte del partimonio artistico collettivo.
Tutti riconoscono l’arte in queste immagini. Tutti tranne i non vedenti.
L’arte è preclusa ai non vedenti, almeno quella visiva.

Esiste però un’arte legata all’immagine che può essere fruita anche dai non vedenti: il cinema. “Non immaginate nemmeno quanti non vedenti vadano al cinema” dice Ottavia Spaggiari, presentando il progetto. Sembra paradossale, ma è così, perchè il cinema anche senza immagini riesce a creare emozione, ma manca ancora qualcosa. Film Voices si propone di colmare i vuoti lasciati dalle immagini non viste con un commento audio per chiudere il cerchio delle emozioni.

Esistono già alcuni esperimenti del genere in Italia, ma si limitano a poche sporadiche iniziative. Film Voices si propone di rendere disponibile il servizio di videocommento per un numero significativo di film in sala e di DVD.

L’idea di questo progetto è venuta ad Ottavia Spaggiari, laureata in Cinema, televisione e produzione multimediale e insegnante di inglese, durante alcuni corsi intensivi di inglese per persone non vedenti e ipovedenti. Nella sua presentazione al Kublai Camp si sentiva tutta la passione per questo progetto. Non lo nego, mi ha davvero emozionato e qualcuno dice di avermi visto anche scendere una lacrimuccia. Non poteva che essere questo il progetto vincitore. Brava Ottavia! E in bocca al lupo a tutto il team!


Blogger disperate


Posted: gennaio 7th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: autoreferenziale | 5 Comments »

Confessiamolo. Chi di noi non si è mai chiesta ‘Ma perchè scrivo questo blog?’, ‘Per chi lo faccio?’, ‘Ma mi leggerà qualcuno?’

Il video è un mio personalissimo montaggio di scene dal film Julie & Julia, una vera chicca per chi ama la cucina e la scrittura.


Quale futuro per YouTube?


Posted: dicembre 21st, 2009 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: autoreferenziale | Tags: , , | No Comments »

Oggi debutto come guest blogger su The Marketer con un post dal titolo ‘Quale futuro per YouTube?‘. Grazie al mio amico Roldano De Persio per l’opportunità :-)


Social Money: tutto da rifare


Posted: ottobre 22nd, 2009 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: eventi, facebook | Tags: , | 1 Comment »

soldi-facebookMartedì sono stata al convegno “SocialMoney: guadagnare con i social media“. Già il titolo è una contraddizione in termini. Fare soldi con i social network è come andare in discoteca per vendere enciclopedie. Non funziona. La gente è lì per divertirsi, non per comprare. Capisco che parlare di soldi e di guadagni funziona come una potente calamita per attirare pubblico altrimenti disinteressato, ma i casi di successo di società che sono riuscite a capitalizzare la loro presenza su un Social Network sono rari e soprattutto non ripetibili, come ad esempio lo stracitato caso Dell che tramite Twitter è riuscito ad incrementare notevolmente il proprio fatturato. Parliamoci chiaramente, avere una pagina su Facebook con migliaia di fan non significa aver fatto soldi con Facebook e questo è persino banale e di facile comprensione per tutti, significa semplicemente avere un pubblico di affezionati, legati al brand, ma non necessariamente questi fan convertono in soldoni.

Ma torniamo al convegno. 12 relatori in 4 ore. Nessuna pausa per una sigaretta, per un bisogno fisiologico, nemmeno un goccio d’acqua per il povero pubblico, segregato per l’intero pomeriggio. Le pause sono necessarie, non solo per i motivi sopracitati, ma anche per fare networking, insomma per socializzare dal vivo e non aspettare di tornare a casa per chiedere ai relatori l’amicizia su Facebook.

Ma non è finita. In Italia, si sa, è difficile rispettare i tempi schedulati per gli interventi, cosa che non succede nei paesi anglosassoni, e il chairman Michele Ficara Manganelli, si è trasformato da moderatore in domatore nella gabbia dei leoni, pronto a sferrare frustate a chiunque osasse porre una domanda oltre i termini prestabiliti, troncando troppo spesso discussioni che avrebbero potuto essere interessanti. Ma nonostante la ferrea gestione del domatore Ficara, nel corso della giornata è stato accumulato un ritardo di mezzora, motivo che ha fatto saltare gli ultimi quattro interventi particolarmente interessanti (Giulio Xhaet, Fabio Viola, Gino Micacchi e Stefano Vitta) con grande disappunto dei relatori (e mio), tanto più che alcuni degli interventi precedenti sono stati di scarso interesse, colpa non certo dei relatori, ma dell’organizzazione che avrebbe dovuto fare una maggiore selezione sulle presentazioni.

D’accordo, il convegno era gratuito, ma gli organizzatori hanno perso un’ottima occasione.


Facebook utilizza le foto personali per le pubblicità. Falso!


Posted: luglio 30th, 2009 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: facebook | Tags: , , , | No Comments »

Un paio di settimane fa, decine di blog, italiani e internazionali, anche autorevoli, riportavano la notizia che Facebook utilizzava le foto del profilo personale per le pubblicità che appaiono nella spalla destra delle pagine. In realtà Facebook non aveva nessuna colpa. Queste pubblicità erano realizzate da applicazioni esterne. Conoscendo anche solo sommariamente i meccanismi di advertising di Facebook e le politiche sulla privacy, si poteva facilmente intuire che questa notizia era falsa. In buona fede, s’intende. Gli autori dei blog non hanno deliberatamente pubblicato false informazioni, ma hanno peccato di ingenuità, nel ripubblicare un post senza documentarsi o approfondire, catturati dal clamore della notizia e, forse, affascinati dalla possibilità di puntare il dito contro il social network più popolare del pianeta.

In questi articoli veniva anche fornita la soluzione per evitare che Facebook utilizzasse le proprie foto.

privacy-facebook

Anch’essa falsa. O meglio l’opzione segnalata in Facebook c’era (e c’è tuttora), ma serve soltanto ad evitare di essere associati alle azioni sociali delle pubblicità di Facebook (ad esempio, diventare fan di una pagina), ma nulla può fare per bloccare applicazioni esterne.

La notizia ha avuto una risonanza tale che persino Facebook in questi giorni ha fatto chiarezza su questo punto. Se accedete alla pagina per modificare le impostazioni relative alla visibilità nelle inserzioni di Facebook, all’indirizzo https://register.facebook.com/privacy/?view=feeds&tab=ads (per intenderci quella segnalata come soluzione al problema di veder pubblicata la propria foto nelle pubblicità) compare il seguente messaggio:

“Sfatiamo le false voci relative alle foto nelle inserzioni
Si sono diffuse delle voci false secondo le quali Facebook avrebbe iniziato ad usare le foto nelle inserzioni. Non credere a queste voci. Queste voci si riferivano alle applicazioni di terzi e non alle inserzioni visualizzate in Facebook. È possibile che nelle inserzioni di Facebook compaiano la tua immagine del profilo e il tuo nome, ma solo quando sono collegate ad un’azione sociale che hai effettivamente eseguito su Facebook (ad esempio se sei diventato/a fan di una Pagina). Per maggiori informazioni, visita il Centro assistenza.

pubblicita-facebook

Ma c’è dell’altro…
… è stata anche aggiunta un’ulteriore opzione per impedire a terze parti di utilizzare le vostre foto per le loro pubblicità.

Vale sempre e comunque il consiglio generale di non autorizzare applicazioni i cui meccanismi non sono chiari e le cui condizioni non sono esplicitate. In ogni caso è utile perdere un po’ di tempo per leggere i termini del servizio che si sta utilizzando.


Ora si può cambiare lo username Facebook


Posted: luglio 24th, 2009 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: help desk | Tags: , | No Comments »

A partire dal 12 giugno Facebook ha dato la possibilità ai suoi utenti di scegliere uno username per poter avere un url personalizzato per arrivare al proprio profilo personale tipo http://facebook.com/emanueladevecchi.

Facebook si era raccomandato di scegliere accuratamente lo username poichè non era possibile modificarlo. Ora, forse per le numerose richieste degli utenti, Facebook ha dato la possibilità di cambiarlo… ma una sola volta. Chissà se in futuro cambierà idea ancora? Intanto se avete sbagliato il vostro username o se volete semplicemente cambiarlo, approfittatene!

Come fare?

Dal menu in alto seleziona Impostazioni -> Impostazioni Account -> Nome utente -> Modifica (v. immagine qui sotto)

Facebook-Username


Twitter uno nessuno centomila


Posted: luglio 21st, 2009 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: comunicazione | Tags: | No Comments »

…OVVERO I MILLE VOLTI DI TWITTER

… ovvero potevo forse perdermi l’occasione di scrivere anch’io qualche cretineria su Twitter?

Su Twitter non puoi scrivere cose lunghe. G.A.C. (Twitter sintetico)

Con una foto in miniatura e solo 140 caratteri, Twitter è il social media più asociale che c’è. E’ come andare in discoteca per fare conversazione. (Twitter introverso)

Twitter è come un matrimonio. C’è chi lo fa per amore e chi lo fa per soldi. Se lo fai per amore non aspettarti di essere ricambiato. Per soldi… pure. (Twitter coniugale)

Se vuoi farti seguire metti una foto provocante e scrivi sconcezze. Funziona meglio se sei donna (Twitter sexy)

Se sei uomo, scrivi cose intelligenti. Non funzionerà (Twitter cerebrale)

Se la tua casa sta andando a fuoco, non scappare, scrivilo su Twitter (Twitter giornalistico)

Non dimenticare mai di farci sapere cosa hai cucinato (Twitter gastronomico)

Sperare che sia sufficiente seguire qualcuno per essere seguito è come sperare sia sufficiente invitare una donna a cena per portarsela a letto (Twitter arrapato)

Esprimi concetti complessi in pochi caratteri, cerca sempre di mostrare quanto sei erudito, ma se non ci riesci non ti preoccupare… sei in buona compagnia… (Twitter ermetico)

Se non sopporti più il tuo capo, ma non sai come dirglielo, scrivilo su Twitter, qualcuno glielo riferirà (Twitter aziendale)

Usa sempre tinyurl per abbreviare i tuoi link, anche se sono solo di tre lettere (Twitter geek)

Se devi organizzare una rivoluzione, lascia perdere i centri sociali. Iscriviti su Twitter (Twitter sovversivo)

Se hai meno di 25 anni Twitter è una noia mortale. Se ne hai di più… pure (Twitter soporifero)

D’estate fa caldo. In inverno nevica. Tutto questo e molto altro ancora solo su Twitter! (Twitter meteorologico)

I tweet più seguiti sono quelli di Britney Spears e Chewbacca (il pelosone di Guerre Stellari). E tu speri ancora che a qualcuno interessi la tua pallosissima conferenza sul futuro dei social media? (Twitter illuso)

E tu? Di che Twitter sei? Scrivilo nei commenti… se ti va…


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