Facetiquette


Posted: marzo 30th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: comunicazione, facebook | Tags: , , , , | No Comments »

Stufi di ricevere ogni giorno decine di inviti a gruppi per attivare misteriose funzioni Facebook o pagine con i mille modi per cucinare una zucchina? Se anche voi avete amici a cui sfugge il bon-ton, educateli con qualche semplice regoletta.

urloAMICIZIA
Vuoi essere mio vicino di fattoria in Farmville? Il mio lavoro ti interessa? Sei stato il compagno di banco di mio cugino all’asilo? Qualunque sia il motivo per cui mi chiedi l’amicizia per favore scrivimelo. Tra i miei hobby non c’è la cartomante.

POST IN BACHECA
Ok, ok, ho accettato la tua amicizia, anche se non ho capito perché e non abbiamo amici in comune. Non è passato nemmeno un minuto e hai già invaso la mia bacheca con i tuoi gruppi, le tue pagine, le tue cause per salvare le foche monache della Papuasia (che tra l’altro stanno benissimo). Eh no cribbio [cit.], non si fa così!

INVITI AD EVENTI
Hai creato l’evento più chic trendy esclusivo della galassia e sei assolutamente convinto che nessuno possa mancare. Ma se è a Catania e io abito a Casal Pusterlengo? Ma se è la Fiera del Cacciavite e io lavoro solo all’uncinetto?

GRUPPI E PAGINE
Sei convinto che il tuo gruppo o la tua pagina siano strumenti utili e indispensabili e che nessuno su Facebook possa vivere senza, e allora forza invita tutti, dallo spazzino al dirigente, dal bidello al premio nobel. Ma soprattutto insisti! Se qualcuno ha rifiutato il tuo invito senz’altro ci deve essere stato un errore. Non è possibile che non sia interessato. Mandaglielo ancora il giorno successivo e quello successivo ancora. Accetterà per sfinimento.

TAG
A Natale mi taggi su una pallina, a Capodanno su una stellina, alla festa della donna su un bocciolo di mimosa, a Pasqua su un coniglietto bianco, a ferragosto su una bella gnocca in topless. Comincio ad avere un po’ di crisi di identità.

MESSAGGI DI POSTA
Sei l’amministratore di quel gruppo imperdibile indispensabile incommensurabile di cui sopra, e sei convinto che la tua missione sia quella di coinvolgere i tuoi membri (eh già si chiamano così) in ogni sondaggio e ogni ricerca impossibile, di condividere ogni nuovo post, ogni nuovo evento (di cui hai già mandato l’invito), foto, video, notizie, informazioni, libri, ricette (anche di vita), viaggi, incontri, interviste, opinioni… Basta. Per piacere.

In conclusione, rispetta questa semplice regola: accompagna sempre le tue richieste con una frase personalizzata, non fare invii di massa e seleziona le persone, ma soprattutto usa gli inviti con moderazione, possono causare isterismi a chi li riceve.

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Quando il cliente non vuole pagare


Posted: marzo 24th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: comunicazione, facebook | Tags: , , , | No Comments »

Sono architetto è già in passato ho dovuto scontrarmi con clienti che non riconoscevano il valore del mio lavoro perché ritenevano di saperlo fare da sè. Ci sono mestieri in cui, più di altri, è difficile far valere la propria professionalità e la propria competenza proprio perché molto vicini al “fare comune”. Uno di questi è la comunicazione. Le aziende ritengono di essere in grado di fare da sé, storcono il naso di fronte a preventivi, se pur risicati, per la gestione di piani di comunicazione.  Quando poi si entra nel mondo dei social media, e di Facebook in particolare, le cose non vanno certo meglio.

Facebook ha un grande vantaggio rappresentato dalla facilità di utilizzo. E’ semplice iscriversi, caricare foto, invitare gli amici, scrivere sulla bacheca. Ho visto persone allergiche alla tastiera muoversi su Facebook con l’abilità e la velocità di un adolescente. E poi euforia, manie di grandezza e senso di onnipotenza fanno il resto.

Per le aziende non è molto differente. Appena sbarcate su Facebook aprono pagine, o peggio ancora profili personali, convinte che non sia necessaria alcuna professionalità per gestirli. Invece le competenze di professionisti del settore così come di agenzie o di personale interno realmente qualificato possono davvero fare la differenza.

Vediamo alcuni aspetti: Read the rest of this entry »

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Eventi etici e sostenibili


Posted: marzo 12th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: eventi | Tags: , , | 1 Comment »

Ho aperto questo blog con l’intenzione di toccare vari ambiti non convenzionali, dal marketing  alle energie alternative, dal design alla moda. In realtà ho finito per trattare solo l’argomento del mio lavoro quotidiano: la comunicazione. Spero che quello di oggi sia il primo di una lunga serie di articoli dedicati ad un mondo a me assai caro e a tutti i modi alternativi di business.

fa-la-cosa-giusta

Si apre oggi a Milano la sesta edizione di Fa’ la cosa giusta, mostra dedicata al mondo del commercio equo e solidale e a iniziative etiche ed eco-compatibili. Ci saranno operatori di tutti i settori: turistico, alimentare, energetico, eventi. Ricordo ancora la prima edizione nel 2004 negli spazi di Supertudio Più in via Tortona, con un centinaio di stand. Da allora Fa’ la cosa giusta ne ha fatta di strada e da qualche anno si è trasferita negli spazi assai più ampi di FieraMilanoCity.

A chi pensa a Fa’ la cosa giusta solo come alla fiera del commercio Equo e Solidale, rimarrà piacevolmente sorpreso dai tanti settori in cui questo mondo è impegnato: Moda, Prodotti Alimentari, Casa sostenibile, Viaggi, Turismo solidale, Bambini, Ecoprodotti, Energie rinnovabili, Economia carceraria, Editoria indipendente, Finanza etica, Pace e partecipazione e Software libero.

Un settore particolarmente interessate sviluppatosi recentemente è quello dell’organizzazione di eventi etici e sostenibili. Con questi obiettivi nasce la torinese Giusti Eventi, per ideare, organizzare e ottimizzare a 360° momenti di comunicazione e promozione, seguendo una nuova cultura di responsabilità sociale e ambientale. Ma anche per creare, e mettere a disposizione una rete di fornitori che rispettino chiari standard di sostenibilità, solidarietà ed equità, nella convinzione che, dall’idea creativa alla scelta della location, dal catering alla stampa dei supporti grafici, ogni aspetto di un evento può comunicare lo spirito e i valori di un’azienda.

Tutti i fornitori di Giusti Eventi sono tenuti a firmare una carta etica per garantire trasparenza dei bilanci, trasparenza nell’assetto proprietario, trasparenza nella composizione dei prezzi, trasparenza e chiarezza nell’offerta, attenzione all’impatto sociale e ambientale nell’attività produttiva.

Giusti Eventi la trovate in Fiera al Pad. 1 – stand SI 02, nell’area dei servizi sostenibili per le aziende.

Giusti-Eventi

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Perché le agenzie tradizionali non dovrebbero fare non convenzionale


Posted: marzo 8th, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: comunicazione | Tags: , , | 14 Comments »

social-media-peoplePerche non ne sono capaci, verrebbe da dire. No. O meglio non solo. Sarebbe sufficiente che l’agenzia integrasse nel proprio organico una persona o – meglio ancora – un team di persone qualificate sui temi della comunicazione non convenzionale e il problema si risolverebbe. Ma c’è dell’altro. L’agenzia entra in concorrenza con sé stessa. O meglio i due settori della comunicazione tradizionale e quello della comunicazione non convenzionale entrano in conflitto uno con l’altro.

Come? Ma che stai dicendo? I due settori si integrano, interagiscono. No niente affatto! O meglio così dovrebbe essere se l’agenzia è in grado di farli coesistere al suo interno, ma purtroppo non sempre – anzi quasi mai – accade. Il nuovo che avanza fa paura, si ha l’impressione che scalzerà la vecchia costosa campagna pubblicitaria che dà tanta sicurezza.

L’agenzia tradizionale incassa dai clienti centinaia di migliaia di euro/anno in advertising, realizzazione e gestione siti web e non ha alcun interesse a spingere una campagna non convenzionale fatta di social media marketing, buzz marketing, digital pr dai costi assai inferiori, che potrebbe, in parte, sostituire campagne tradizionali. Perché l’agenzia dovrebbe rinunciare ad un’entrata sicura per buttarsi in un settore di cui fondamentalmente non si fida e che porta incassi minori?

E allora perché lo fa? Perché il mercato glielo chiede. Perché le aziende sempre più chiedono una pagina su Facebook, l’analisi della propria reputation on-line o l’interazione con i blogger e le agenzie si stanno attrezzando per poter fornire questi servizi per soddisfare la richiesta del cliente.

Però quando l’agenzia scopre che alcune strategie sono particolarmente efficaci e con costi nettamente inferiori blocca, taglia, ridimensiona i progetti unconventional nel timore di perdere importanti entrate.

Ecco perché l’agenzia tradizionale non dovrebbe occuparsi di non-convenzionale e lasciare il campo ad agenzie specializzate con team più snelli e più preparati.

Con questo non intendo dire che l’agenzia tradizionale è destinata all’oblio, ma se non vuole chiudere i battenti deve seriamente riconsiderare il proprio business ed approcciare il mondo della comunicazione non convenzionale solo se veramente convinta della sua efficacia e non semplicemente perché è il cliente a chiederlo.

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