… fanno parte del partimonio artistico collettivo. Tutti riconoscono l’arte in queste immagini. Tutti tranne i non vedenti. L’arte è preclusa ai non vedenti, almeno quella visiva.
Esiste però un’arte legata all’immagine che può essere fruita anche dai non vedenti: il cinema. “Non immaginate nemmeno quanti non vedenti vadano al cinema” dice Ottavia Spaggiari, presentando il progetto. Sembra paradossale, ma è così, perchè il cinema anche senza immagini riesce a creare emozione, ma manca ancora qualcosa. Film Voices si propone di colmare i vuoti lasciati dalle immagini non viste con un commento audio per chiudere il cerchio delle emozioni.
Esistono già alcuni esperimenti del genere in Italia, ma si limitano a poche sporadiche iniziative. Film Voices si propone di rendere disponibile il servizio di videocommento per un numero significativo di film in sala e di DVD.
L’idea di questo progetto è venuta ad Ottavia Spaggiari, laureata in Cinema, televisione e produzione multimediale e insegnante di inglese, durante alcuni corsi intensivi di inglese per persone non vedenti e ipovedenti. Nella sua presentazione al Kublai Camp si sentiva tutta la passione per questo progetto. Non lo nego, mi ha davvero emozionato e qualcuno dice di avermi visto anche scendere una lacrimuccia. Non poteva che essere questo il progetto vincitore. Brava Ottavia! E in bocca al lupo a tutto il team!
Martedì sono stata al convegno “SocialMoney: guadagnare con i social media“. Già il titolo è una contraddizione in termini. Fare soldi con i social network è come andare in discoteca per vendere enciclopedie. Non funziona. La gente è lì per divertirsi, non per comprare. Capisco che parlare di soldi e di guadagni funziona come una potente calamita per attirare pubblico altrimenti disinteressato, ma i casi di successo di società che sono riuscite a capitalizzare la loro presenza su un Social Network sono rari e soprattutto non ripetibili, come ad esempio lo stracitato caso Dell che tramite Twitter è riuscito ad incrementare notevolmente il proprio fatturato. Parliamoci chiaramente, avere una pagina su Facebook con migliaia di fan non significa aver fatto soldi con Facebook e questo è persino banale e di facile comprensione per tutti, significa semplicemente avere un pubblico di affezionati, legati al brand, ma non necessariamente questi fan convertono in soldoni.
Ma torniamo al convegno. 12 relatori in 4 ore. Nessuna pausa per una sigaretta, per un bisogno fisiologico, nemmeno un goccio d’acqua per il povero pubblico, segregato per l’intero pomeriggio. Le pause sono necessarie, non solo per i motivi sopracitati, ma anche per fare networking, insomma per socializzare dal vivo e non aspettare di tornare a casa per chiedere ai relatori l’amicizia su Facebook.
Ma non è finita. In Italia, si sa, è difficile rispettare i tempi schedulati per gli interventi, cosa che non succede nei paesi anglosassoni, e il chairman Michele Ficara Manganelli, si è trasformato da moderatore in domatore nella gabbia dei leoni, pronto a sferrare frustate a chiunque osasse porre una domanda oltre i termini prestabiliti, troncando troppo spesso discussioni che avrebbero potuto essere interessanti. Ma nonostante la ferrea gestione del domatore Ficara, nel corso della giornata è stato accumulato un ritardo di mezzora, motivo che ha fatto saltare gli ultimi quattro interventi particolarmente interessanti (Giulio Xhaet, Fabio Viola, Gino Micacchi e Stefano Vitta) con grande disappunto dei relatori (e mio), tanto più che alcuni degli interventi precedenti sono stati di scarso interesse, colpa non certo dei relatori, ma dell’organizzazione che avrebbe dovuto fare una maggiore selezione sulle presentazioni.
D’accordo, il convegno era gratuito, ma gli organizzatori hanno perso un’ottima occasione.
Blog ufficiali e non sono pieni zeppi di recensioni e commenti sul Salone del Mobile terminato oggi a Milano. C’è chi scrive che la crisi è terminata, chi descrive le nuove tendenze del design, chi gli eventi clou, a me invece piacerebbe guardare il Salone del Mobile e gli eventi del FuoriSalone con gli occhi di un architetto (quale sono) che ormai lavora nel campo della comunicazione. Da architetto spesso mi rammarico nel vedere quanto il mondo dell’architettura sia ancora così lontano dalla comunicazione non convenzionale dei blog, dei social network e più in generale della condivisione in rete. Ma per fortuna invece qualche visionario (si fa per dire) si sta affacciando a questo mondo alieno. Eccoli! Questi i miei sì e miei no alla comunicazione del FuoriSalone.
Prego entrare Allestimento alla Triennale di Milano sui materiali per l’architettura. In mezzo a tanti ‘Don’t touch’, ‘Do not seat’, ‘No pictures’ c’è invece chi ha capito il valore della partecipazione con un invito esplicito a mettere in gioco le proprie esperienze sensoriali.
Riccardo Nervo Ho fotografato le sue opere ‘Il labirinto di Alice‘ esposte al Nhow hotel, lui le ha trovate mi ha scritto, mi ha ringraziato e per questo si merita un post. Sembra poco, ma sono ancora moltissimi quelli che non capiscono il valore della condivisione.
Valcucine
Ha notato la mia intensa attività in Flickr di questi giorni e mi ha inserito come contatto, vedendo in me un potenziale cliente. Ecco qualcuno che ha capito come usare le potenzialità del web 2.0 per ampliare il proprio business.
Interni Magazine su Twitter Qualche giorno prima del FuoriSalone InterniMagazine mi aggiunge come contatto su Twitter. Figo! – penso - manderà gli aggiornamenti in tempo reale sugli eventi del FuoriSalone. Niente affatto! Solo una manciata di link (abbreviati con tinyurl) senza alcun commento o spiegazione. In definitiva assolutamente inutile. Vedere per credere.
No pictures Erano pochi, per fortuna, ma qualche cartello ‘No pictures’ c’era. Mi veniva da chiedere ‘Why’. Perchè se fotografo i tuoi pezzi, i tuoi spazi, li pubblico su Flickr, magari ci aggiungo anche un link tu dovresti sentirti danneggiato? Non lo capisci che è tutta pubblicità agggratisss? Maison Martin Margiela e Floor to heaven non lo hanno proprio capito. Peccato.
Richard Ginori by Paola Navone
Allestimento meraviglioso, nulla da dire, forse uno dei più belli del FuoriSalone, peccato non ci fosse nemmeno una parola scritta in inglese. All’interno un bar ristorante con descrizioni dettagliate dei piatti rigorosamente in italiano. Vai a spiegare a un giapponese cos’è il gorgonzola!
Sabato 17 gennaio, 9:30 – 13:00
Sala Conferenze Regione Piemonte
Corso Stati Uniti, 23 – Torino
Un momento di riflessione sull’importanza crescente che il pensiero femminile svolge nella nostra società. In un contesto socio-economico complesso, fortemente dinamico e mutevole, il convegno “Eccellenze al femminile” si pone l’obiettivo di sottolineare il ruolo sempre più determinante della donna in ogni ambito: dall’imprenditoria alla ricerca, passando per la politica, l’arte, la cultura, senza dimenticare il ruolo essenziale che da sempre svolge nell’ambito famigliare.
Ore 9:30, apertura lavori
Giuliana Manica -Assessore al Turismo, Sport, Parchi, Promozione del territorio della Regione Piemonte Maria Elisa Demaria – Governatore Distretto Lions 108ia1 Mariella Enoc – Presidente Confindustria del Piemonte Licia Mattioli – Vice presidente Unione Industriale di Torino Piera Levi-Montalcini – Presidente Associazione Levi Montalcini Elsa Fornero – Professore Ordinario Università di Torino e Coordinatore scientifico del CeRP
Al termine degli interventi si svolgerà una tavola rotonda sul tema: PENSARE AL FEMMINILE PER AFFRONTARE LE SITUAZIONI CRITICHE Partecipano: Elena Cattaneo – Professore Ordinario – Facoltà di Farmacia Università degli Studi di Milano Ada Fichera – Giornalista e saggista Vittoria Colizza – Research Scientist – Fondazione ISI – influweb.it Chiara De Caro – Imprenditrice, Pickwicki.com Federica Garbolino – Responsabile del brand IKS del Gruppo Coreconsulting Maria Rosa Menzio – Matematica, regista e saggista Silvana Neri – Imprenditrice, Presidente CNA Impresa Donna Torino Adriana Maria Quaglia – Manager Fiat Group Automobiles
Grandissime donne quelle ritratte nell’immagine. Ma davvero l’eccelenza si raggiunge solo nella maturità? Chi sarà la prossima eccellente giovane donna?
Roma, 20 novembre 2008. Queste sono le impressioni di una turista al RomeCamp 2008. C’era chi non ci voleva andare perché troppo strutturato, troppo organizzato. Dicevano che avevano snaturato il vero spirito del Bar Camp, basato sull’estemporaneità e sull’improvvisazione. Di fatto io ad un Bar Camp non c’ero mai stata. Volevo vedere com’era. Ho colto al volo l’invito del mio amico romano e mi sono presentata al RomeCamp 2008. Non ho seguito molti interventi. Ma non ero sola. C’era più gente nei corridoi, che nelle aule a seguire gli speech. Per tutti mi è sembrata l’occasione di dare forma ad un volto visto su Facebook, piuttosto che un vero interesse per gli argomenti trattati. Ma volete sapere qual è stato lo speech più seguito di tutto il bar camp? Porno 2.0
Le Girl Geek sono donne appassionate di tecnologie, Internet e nuovi media che si incontrano per scambiarsi idee e pensarne di nuove. Non sono necessariamente dei tecnici.
Lo scopo di questi incontri è far conoscere e unire le donne che lavorano in questo settore, quello dell’hi-tech, trasformandolo in una comunità, in cui chiaramente anche gli uomini sono benvenuti. La speranza è di vedere questi incontri moltiplicarsi in giro per il mondo.
In Italia la prima GGD (Girl Geek Dinners), la cena delle Girl Geek si è svolta il 30 marzo 2007 a Milano. Altre Girl Geek si ritrovano in Inghilterra, Irlanda, Germania, Belgio, Olanda, Grecia, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Malaysia, USA…
Le prossime Girl Geek Dinners saranno: Roma, 26 settembre 2008 – luogo da definire Milano, Autunno 2008 – luogo e data da definire Urbino, 10 ottobre 2008 – luogo da definire
(tutte a partire dalle h.19.00)
TED (Technology Entertainment Design) è una conferenza internazionale nata con l’obiettivo di diffondere le idee. Qualunque idea. TED crede appassionatemente nel potere che le idee hanno di cambiare le abitudini, la vita e alla fine anche il mondo. Un’idea non è nulla se non provi a realizzarla.
Personaggi illustri partecipano ogni anno alla conferenza, esprimendo le loro idee degne di essere diffuse. Dal 2007 è nato un sito web dove sono raccolti tutti gli interventi. Circa 200 conferenze TED si possono ascoltare online.
Per puro caso sono venuta a conoscenza di questo progetto, che mi ha conquistata per la sua ambizione. Nel nostro piccolo anche noi CreActive Four crediamo nel potere delle idee e siamo qui per realizzarle.