Cambiano gli Insights per le Pagine Facebook


Posted: ottobre 8th, 2011 | Author: | Filed under: comunicazione, facebook, web 2.0 | Tags: , , , | No Comments »


Da qualche giorno sono disponibili nuovi Insights per le Pagine Facebook con nuove metriche. Nelle pagine che amministro non sono ancora visibili a meno di utilizzare Facebook in lingua inglese.

Vediamo come fare per accedere ai nuovi Insights.

  • Prima di tutto dovete cambiare la lingua. Dalla home page di Facebook, in alto a destra, dal menu Home selezionate Impostazione Account

  • Selezionate la lingua English (US)


  • Andate sulla pagina Facebook di cui siete amministratori e cliccate su Edit Page, in alto a destra e poi su Insights nel menu a sinistra. Automaticamente vi comparirà un messaggio che vi invita a provare i nuovi Insights.

  • Cliccate su Take me to the new Page Insights and enjoy!!

La prima impressione, assolutamente positiva, è che sia stata data maggiore importanza alla viralizzazione, al passaparola e a quanto le persone parlano della pagina e condividono i contenuti. Una nota negativa è invece quella che i dati sono disponibili solo per intervalli di tempo di 35 giorni e per le pagine che ho analizzato non sono disponibili prima del 4 settembre. Non so se questo è dovuto al fatto che queste funzionalità sono nuove e quindi non applicabili ai contenuti più vecchi di un mese circa, o se sarà sempre così, cioè se si potranno vedere solo i dati relativi al mese precedente. Non ci resta che aspettare e vedere.

Esiste comunque una guida completa che vi spiega tutto, e un form dove potete condividere le vostre opinioni e i vostri suggerimenti. Il mio consiglio è di farlo, io l’ho già fatto segnalando quello che secondo me è da migliorare.

I nuovi Insights si raggiungono dal menu laterale della pagina (non dal pannello amministratore) sotto l’immagine del profilo.

I vecchi Insights, rimangono sempre disponibili, accedendo come in precedenza da Edit Page, in alto a destra, e poi, Insights dal menu di sinistra.

UPDATE 10 OTT – 11.25: Dopo aver postato l’articolo, qualche lettore mi ha detto che non funziona ancora. Sabato, quando ho scritto l’articolo, mi sono confrontata con altre persone le quali, modificando la lingua, riuscivano ad accedere ai nuovi Insights, quindi ho dato per scontato che funzionasse così per tutti, un po’ come il trucchetto per attivare la Timeline. Oggi ho verificato anche con altri colleghi e alcuni vedono i nuovi Insights, mentre altri no. Quindi a questo punto immagino che sia questione di tempo prima che la migrazione sia effettiva per tutti.


Facebook Timeline. Quando l’emozione vince


Posted: settembre 27th, 2011 | Author: | Filed under: comunicazione, facebook, web 2.0 | Tags: , | No Comments »


Pare che questa volta Facebook abbia davvero fatto centro. Poche volte, anzi quasi mai, ho sentito così tanti utenti soddisfatti al cambio di interfaccia. Qualcuno scontento c’è, ma sono pochi.

Facebook ha fatto centro perché ha dato nutrimento allo smisurato ego del popolo della rete: ha messo al centro le persone, con le loro storie, le loro emozioni, e le loro facce a tutto schermo.

Creare emozione, rendere protagonisti. Sono queste le quattro parole magiche che trasformano qualunque progetto in un successo e Facebook ha saputo interpretarle in tutto il loro significato.

Ho pubblicato alcuni dei nuovi profili Facebook di miei amici, che mi sono sembrati più interessanti, divertenti, o sofisticati, cancellando il cognome e l’anno di nascita. Se però ritenete che la pubblicazione delle immagini costituisca una violazione della vostra privacy, comunicatemelo e le rimuoverò.


Social Customer Service


Posted: luglio 29th, 2011 | Author: | Filed under: comunicazione, facebook, web 2.0 | Tags: , , , , , , , | No Comments »


Chi di noi non si è mai messo le mani nei capelli al pensiero di chiamare un call center per tentare di risolvere un problema. Attese lunghissime, operatori spesso incompetenti e risposte ogni volta differenti.

I Social Network hanno influito sensibilmente sull’approccio delle aziende nei confronti dei propri clienti e quelle che hanno saputo sfruttare questa opportunità ne hanno tratto dei notevoli vantaggi anche sul fronte del Servizio Clienti.

Vi racconto la mia esperienza con Fastweb, Vodafone e Groupon.

I miei precedenti con Fastweb non sono dei migliori. Ho passato due anni al telefono per ricevere un rimborso per un servizio disdetto che Fastweb continuava ad addebitarmi in fattura. Tutto si è risolto circa un anno fa con un ricorso al Corecom. Ora volevo informazioni sulla possibilità di trasferire un indirizzo e-mail da un conto ad un altro. Senza entrare troppo nei dettagli tecnici ho telefonato al Call Center e l’operatrice assai indecisa non ha saputo rispondere alla mia richiesta. Ho provato a postare il mio quesito nell’area discussioni di Facebook e nel giro di qualche ora sono stata ricontattata da un operatore che mi ha spiegato nel dettaglio tutta la procedura. Inutile dire che sono stata piacevolmente sorpresa della velocità di risposta e di risoluzione, che quasi mi hanno fatto dimenticare le pessime esperienze passate.

Passiamo a Vodafone. Tra le tre aziende di cui parlo in questo articolo è senza dubbio la più strutturata per la gestione del Servizio Clienti tramite social network. Attraverso alcuni operatori dedicati su Twitter risponde con direct messages alle richieste inviate @vodafoneIT. Anche in questo caso risoluzione in tempi rapidissimi, operatore gentilissimo e la certezza di parlare con personale qualificato.

Infine con Groupon ho avuto un problema con un coupon acquistato, ma non utilizzabile perché il centro estetico non poteva gestire la richiesta. Invio una e-mail di rimborso a Groupon e non ottenendo risposta inoltro un altro messaggio dopo una settimana. Ricevendo un messaggio d’errore chiedo spiegazioni sulla pagina Facebook Groupon Milano e vengo contattata privatamente dall’utente ‘Aiuto Groupon’ che mi chiede le informazioni necessarie per ottenere il rimborso.

Quindi Social Customer Care batte Traditional Customer Care 3-0

E pensare che esistono ancora aziende che a semplici domande su Facebook continuano a rispondere ‘Per qualsiasi problematica scrivici a customerservice@azienda.it’, perdendosi l’opportunità di risolvere problemi semplici in tempi brevi con notevoli ricadute sulla soddisfazione del cliente.


I 10 errori da non fare nella Pagina Facebook aziendale


Posted: giugno 21st, 2011 | Author: | Filed under: comunicazione, facebook | Tags: , , , | 3 Comments »


Mettere in piedi una pagina Facebook aziendale è un gioco da ragazzi. Anche i meno esperti riescono ad aprire una pagina, inserire un logo e le info aziendali. La parte più difficile arriva nella gestione e nel rapporto con i propri fan.
Ecco i dieci errori da non fare:

  1. Considerare Facebook come un canale di comunicazione al pari di tutti gli altri
    Facebook non è un’estensione del blog o del sito aziendale. Inutile replicare tutti i contenuti pubblicati, meglio cercare argomenti di discussione per coinvolgere e dialogare con il proprio pubblico.

  2. Non ascoltare
    Un antico proverbio recitava “Dio ci ha dato due orecchie ed una sola bocca. Dobbiamo ascoltare il doppio di quanto parliamo”. Facebook non deve essere utilizzato come il balcone dal quale fare proclami, ma uno spazio per ascoltare e fare tesoro di tutto quello che gli utenti scrivono. Le critiche e i suggerimenti sono utilissimi feedback sui propri prodotti o servizi.

  3. Essere noiosi… o peggio adolescenziali
    L’ambiente ludico di Facebook, spesso spinge anche le aziende ad adottare toni eccessivamente informali, pieni di faccine, esclamazioni, puntini di sospensione… Bisogna trovare il giusto equilibrio con un linguaggio professionale, ma allo stesso tempo coinvolgente.

  4. Non rispondere
    Lasciare la pagina abbondonata a se stessa è uno degli errori più frequenti. È importante essere presenti. Questo non significa passare su Facebook tutta la giornata, bastano pochi minuti ogni due ore o meglio ancora si possono impostare gli alert via e-mail per ricevere aggiornamenti ogni volta che qualcuno scrive in bacheca o commenta. Rispondere ed essere presenti aiuta a fidelizzare i propri fan.

  5. Fare errori ortografici
    Cercate di controllare sempre ciò che viene scritto. Errori ortografici o di battitura sono segnale di scarsa cura e di poca professionalità. Leggete e se vi rendete conto di aver fatto un errore, cancellate e riscrivete, Facebook ve lo permette.

  6. Essere scortesi
    Capita spesso che differenti utenti ripetano la stessa domanda. Innanzitutto bisogna chiedersi se la comunicazione è stata chiara e nelle risposte evitare toni sgarbati del tipo ‘Ve l’ho già detto’ ‘È già stato scritto’ ‘Ma non leggete?’
  7. Essere aggressivi o minacciare gli utenti
    Anche il prodotto migliore al mondo non è esente da critiche. Imparate a rispondere con cortesia anche alle critiche più severe, non minacciate ritorsioni o azioni legali, ma cercate, quando possibile, un contatto diretto con il cliente insoddisfatto che si sentirà seguito e considerato.

  8. Cedere alle provocazioni
    Ogni pagina che si rispetti ha i suoi troll. Questi elementi puntano a scatenare la rissa verbale e si infiammano quando ci riescono. Non bisogna assecondarli, ma imparare a riconoscerli e ignorarli.

  9. Troncare le discussioni e invitare gli utenti ad andarsene
    “O è così o te ne puoi andare”. Lo direste mai ad un vostro potenziale cliente? Per lo stesso motivo non lo dovreste fare nemmeno on-line. Facebook è uno spazio di dialogo. Imporre il proprio punto di vista e troncare la discussione senza lasciare spazio per una replica è negativo e contrario alle logiche della socializzazione, dentro e fuori la rete.

  10. Far sentire i propri fan cretini
    Lo so, lo abbiamo pensato tutti prima o poi, ma anche di fronte alla domanda più stupida, bisogna rispondere con cortesia senza sminuire mai l’interlocutore. Al contrario, bisogna sempre farlo sentire protagonista, ringraziarlo per il suo contributo, viziarlo e coccolarlo, ma senza piaggeria, per conquistarlo.

    Si racconta di un politico che avendo notato la quantità di stupidi che lo circondavano decise di mettere in piedi un nuovo partito, “Il partito degli Stupidi”, sicuro che avrebbe stracciato gli avversari alle prossime elezioni. Il giorno del voto arrivò e il politico perse miseramente. “Nessuno vuole sentirsi stupido” gli disse un suo collaboratore. Alle elezioni successive si presentò con il “Partito degli Intelligenti” e tutti gli stupidi lo votarono.

NOTA: Tutti gli screenshot riportati sono di pagine reali. Ho oscurato il nome e l’icona. Non è mia intenzione puntare il dito contro nessuno, ma esemplificare atteggiamenti comuni.


BranchOut alla prova


Posted: gennaio 13th, 2011 | Author: | Filed under: economia, facebook | Tags: , , , , , | No Comments »


BranchOut sta destando la curiosità di molti, data la sua invadenza sulle bacheche degli utenti Facebook. Si tratta di un’applicazione che permette di importare il proprio profilo Linkedin all’interno di Facebook e di creare una rete di contatti professionali, basata sulle informazioni che gli utenti stessi condividono su Facebook, quali le posizioni lavorative presenti e passate.

A dire il vero sono partita prevenuta nei confronti di BranchOut. Non amo l’invasione della mia bacheca da parte di applicazioni non richieste. Non condivido affatto questo approccio invasivo, che da una parte genera curiosità, ma dall’altra crea fastidio con il rischio di allontanare utenti altrimenti interessati. L’ho installata con un po’ di timore. Sono sempre molto attenta a non infastidire i miei contatti con richieste, e-mail, inviti, per l’evangelico principio di non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te e devo dire che come molto spesso accade sono gli utenti che non sono in grado di gestire l’applicazione e non l’applicazione che genera spam all’insaputa dell’utente.

Ma andiamo con ordine.

1.

Si accede all’applicazione dalla pagina dedicata. Si accettano le condizioni d’uso per l’applicazione che consistono nel:

  • Accedere alle tue informazioni di base
  • Inviarti e-mail (doppio fastidio, ma alla prima e-mail che mi arriva cambio le impostazioni)
  • Pubblicare elementi sulla tua bacheca
  • Accedere alle informazioni del tuo profilo
  • Accedere alle informazioni dei tuoi amici

2.

Una volta all’interno dell’applicazione viene richiesto di importare il proprio profilo Linkedin, che viene duplicato esattamente, solo con una grafica più carina.

3.

Vengono proposti alcuni profili tra quelli con i maggiori contatti a cui connettersi. Questi sono profili che ancora non hanno installato BranchOut. Basta saltare questo passaggio per evitare lo spam sulle bachece dei propri contatti.

4.

Terminati tutti gli step si viene nuovamente invitati a postare la storia sul proprio wall (più che un’applicazione professionale, mi sembra di essere ritornata a giocare con Farmville :-) )

Installata l’applicazione, mi dedico ad analizzarla. Innanzitutto, importa in maniera identica il profilo di Linkedin, quindi è di fatto un doppione. Interessante sarebbe se ogni aggiornamento in Linkedin venisse riportato anche in BranchOut evitando di dover editare due volte i profili, però purtroppo questa funzionalità non è implementata.

Branchout evidenzia le aziende e le posizioni lavorative dei propri amici su Facebook, basandosi sulle informazioni che essi stessi hanno deciso di condividere. Essendo Facebook un Social Network dedicato principalmente allo svago e al cazzeggio non tutti inseriscono l’azienda per cui lavorano tra le informazioni condivise, quindi le funzionalità dell’applicazione sono assai limitate. E’ comunque possibile tramite un check box escludere dall’elenco gli amici che non hanno condiviso la propria posizione lavorativa, ma questa funzionalità, pare abbia un baco, poiché selezionandola mi scompaiono alcuni amici.

clicca per ingrandire

Uno dei plus descritti dai creatori dell’applicazione è quella di poter essere messi in contatto con aziende interessanti tramite gli amici degli amici. In realtà le potenziali aziende con cui si potrebbe essere in contatto non sono facilmente accessibili se non scorrendo la lista degli amici o tramite una ricerca per parole chiave. Sarebbe molto più utile poter avere anche un elenco di tali aziende, così come l’elenco degli amici per una più facile consultazione.

In definitiva la trovo un’applicazione inutile, una sorta di doppione di Linkedin all’interno di Facebook, senza nessun plus in più. Inoltre, mentre i profili di Linkedin sono pubblici e visibili a tutti, quelli di BranchOut sono di difficile accesso perché presuppongono l’iscrizione a Facebook e l’installazione dell’applicazione e in ogni caso questi passaggi permettono di vedere solo i profili lavorativi dei propri amici e non di tutti gli utenti Facebook.

Infine l’ultimo paradosso è che una volta trovato l’amico dell’amico che potrebbe introdurmi nell’azienda dei miei sogni non posso chiedergli l’amicizia, almeno non dall’interno di BranchOut, ma devo passare attraverso la richiesta di amicizia di Facebook.

Lavorando in questo mondo da qualche anno ho imparato una cosa: ne resterà solo uno. In ogni settore c’è un leader indiscusso. Così come Google si è affermata tra i tanti motori di ricerca di una decina di anni fa, Facebook tra i social network di intrattenimento, Flickr per la condivisione di foto, WordPress come piattaforma blog, Twitter per i microblogging, ecc., così per il mondo dei network nel settore business credo che Linkedin ormai abbia raggiunto una qualità ed una credibilità difficili da scalzare, anche alla luce delle continue implementazioni che la piattaforma inserisce periodicamente.

Non penso che BranchOut possa avere un futuro. Per definizione l’innovazione non parte mai dall’emulazione di qualcosa di esistente, ma si basa sull’inedito e sulla novità come suggerisce la radice della parola stessa e di innovazione qui ne vedo pochissima.


Facetiquette


Posted: marzo 30th, 2010 | Author: | Filed under: comunicazione, facebook | Tags: , , , , | No Comments »


Stufi di ricevere ogni giorno decine di inviti a gruppi per attivare misteriose funzioni Facebook o pagine con i mille modi per cucinare una zucchina? Se anche voi avete amici a cui sfugge il bon-ton, educateli con qualche semplice regoletta.

urloAMICIZIA
Vuoi essere mio vicino di fattoria in Farmville? Il mio lavoro ti interessa? Sei stato il compagno di banco di mio cugino all’asilo? Qualunque sia il motivo per cui mi chiedi l’amicizia per favore scrivimelo. Tra i miei hobby non c’è la cartomante.

POST IN BACHECA
Ok, ok, ho accettato la tua amicizia, anche se non ho capito perché e non abbiamo amici in comune. Non è passato nemmeno un minuto e hai già invaso la mia bacheca con i tuoi gruppi, le tue pagine, le tue cause per salvare le foche monache della Papuasia (che tra l’altro stanno benissimo). Eh no cribbio [cit.], non si fa così!

INVITI AD EVENTI
Hai creato l’evento più chic trendy esclusivo della galassia e sei assolutamente convinto che nessuno possa mancare. Ma se è a Catania e io abito a Casal Pusterlengo? Ma se è la Fiera del Cacciavite e io lavoro solo all’uncinetto?

GRUPPI E PAGINE
Sei convinto che il tuo gruppo o la tua pagina siano strumenti utili e indispensabili e che nessuno su Facebook possa vivere senza, e allora forza invita tutti, dallo spazzino al dirigente, dal bidello al premio nobel. Ma soprattutto insisti! Se qualcuno ha rifiutato il tuo invito senz’altro ci deve essere stato un errore. Non è possibile che non sia interessato. Mandaglielo ancora il giorno successivo e quello successivo ancora. Accetterà per sfinimento.

TAG
A Natale mi taggi su una pallina, a Capodanno su una stellina, alla festa della donna su un bocciolo di mimosa, a Pasqua su un coniglietto bianco, a ferragosto su una bella gnocca in topless. Comincio ad avere un po’ di crisi di identità.

MESSAGGI DI POSTA
Sei l’amministratore di quel gruppo imperdibile indispensabile incommensurabile di cui sopra, e sei convinto che la tua missione sia quella di coinvolgere i tuoi membri (eh già si chiamano così) in ogni sondaggio e ogni ricerca impossibile, di condividere ogni nuovo post, ogni nuovo evento (di cui hai già mandato l’invito), foto, video, notizie, informazioni, libri, ricette (anche di vita), viaggi, incontri, interviste, opinioni… Basta. Per piacere.

In conclusione, rispetta questa semplice regola: accompagna sempre le tue richieste con una frase personalizzata, non fare invii di massa e seleziona le persone, ma soprattutto usa gli inviti con moderazione, possono causare isterismi a chi li riceve.


Quando il cliente non vuole pagare


Posted: marzo 24th, 2010 | Author: | Filed under: comunicazione, facebook | Tags: , , , | No Comments »


Sono architetto è già in passato ho dovuto scontrarmi con clienti che non riconoscevano il valore del mio lavoro perché ritenevano di saperlo fare da sè. Ci sono mestieri in cui, più di altri, è difficile far valere la propria professionalità e la propria competenza proprio perché molto vicini al “fare comune”. Uno di questi è la comunicazione. Le aziende ritengono di essere in grado di fare da sé, storcono il naso di fronte a preventivi, se pur risicati, per la gestione di piani di comunicazione.  Quando poi si entra nel mondo dei social media, e di Facebook in particolare, le cose non vanno certo meglio.

Facebook ha un grande vantaggio rappresentato dalla facilità di utilizzo. E’ semplice iscriversi, caricare foto, invitare gli amici, scrivere sulla bacheca. Ho visto persone allergiche alla tastiera muoversi su Facebook con l’abilità e la velocità di un adolescente. E poi euforia, manie di grandezza e senso di onnipotenza fanno il resto.

Per le aziende non è molto differente. Appena sbarcate su Facebook aprono pagine, o peggio ancora profili personali, convinte che non sia necessaria alcuna professionalità per gestirli. Invece le competenze di professionisti del settore così come di agenzie o di personale interno realmente qualificato possono davvero fare la differenza.

Vediamo alcuni aspetti: Read the rest of this entry »


Attenzione! Rischio phishing da Facebook


Posted: febbraio 5th, 2010 | Author: | Filed under: facebook | Tags: , | No Comments »


Il phishing (“spillaggio” di dati sensibili) è una attività illegale ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto di identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto messaggi di posta elettronica fasulli. Grazie a messaggi che imitano grafico e logo dei siti istituzionali, l’utente è ingannato e portato a rivelare dati personali, come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione, ecc..

da Wikipedia

Da qualche tempo mi arrivano e-mail, non richieste, da Facebook che mi hanno chiaramente insospettito. L’ultima della serie è la seguente:

Una simpatica Jackie Lansbury (ma non si chiama Angela?) mi chiede l’amicizia.
Cliccando sui link inseriti nell’e-mail si viene reindirizzati verso una pagina identica alla pagina di login di Facebook, in cui viene richiesto di inserire username e password.

Se li inserite potete dire addio alla vostra identità. Il consiglio è quello di cambiare immediatamente la password di accesso a Facebook e possibilmente anche l’indirizzo e-mail con il quale accedete.

Più in generale, non accedete mai a siti web da link provenienti da e-mail, ma digitate direttamente l’indirizzo nel browser.

UPDATE:

A quanto pare sono stata troppo sospettosa. Mi ha risposto la misteriosa Jackie Lansbury (chissà chi c’è dietro) spiegandomi che non si tratta di phishing, ma di un social game. Rimane ancora da capire come mai mi sia arrivato un invito ad un indirizzo e-mail non collegato a Facebook, senza alcuna spiegazione della provenienza dei miei dati personali. Siamo ai limiti della violazione della privacy. Ma per il momento non vado oltre. Lavorando anch’io nel mondo della comunicazione non convenzionale devo dare atto a questi signori di avermi incuriosito, anche se con metodi non proprio ortodossi :-)

…e se volete iscrivervi al social game su Facebook questo è il gruppo: http://www.facebook.com/group.php?gid=280206167407 Io l’ho fatto, a questo punto sono troppo curiosa :-) .


Social Money: tutto da rifare


Posted: ottobre 22nd, 2009 | Author: | Filed under: eventi, facebook | Tags: , | 1 Comment »


soldi-facebookMartedì sono stata al convegno “SocialMoney: guadagnare con i social media“. Già il titolo è una contraddizione in termini. Fare soldi con i social network è come andare in discoteca per vendere enciclopedie. Non funziona. La gente è lì per divertirsi, non per comprare. Capisco che parlare di soldi e di guadagni funziona come una potente calamita per attirare pubblico altrimenti disinteressato, ma i casi di successo di società che sono riuscite a capitalizzare la loro presenza su un Social Network sono rari e soprattutto non ripetibili, come ad esempio lo stracitato caso Dell che tramite Twitter è riuscito ad incrementare notevolmente il proprio fatturato. Parliamoci chiaramente, avere una pagina su Facebook con migliaia di fan non significa aver fatto soldi con Facebook e questo è persino banale e di facile comprensione per tutti, significa semplicemente avere un pubblico di affezionati, legati al brand, ma non necessariamente questi fan convertono in soldoni.

Ma torniamo al convegno. 12 relatori in 4 ore. Nessuna pausa per una sigaretta, per un bisogno fisiologico, nemmeno un goccio d’acqua per il povero pubblico, segregato per l’intero pomeriggio. Le pause sono necessarie, non solo per i motivi sopracitati, ma anche per fare networking, insomma per socializzare dal vivo e non aspettare di tornare a casa per chiedere ai relatori l’amicizia su Facebook.

Ma non è finita. In Italia, si sa, è difficile rispettare i tempi schedulati per gli interventi, cosa che non succede nei paesi anglosassoni, e il chairman Michele Ficara Manganelli, si è trasformato da moderatore in domatore nella gabbia dei leoni, pronto a sferrare frustate a chiunque osasse porre una domanda oltre i termini prestabiliti, troncando troppo spesso discussioni che avrebbero potuto essere interessanti. Ma nonostante la ferrea gestione del domatore Ficara, nel corso della giornata è stato accumulato un ritardo di mezzora, motivo che ha fatto saltare gli ultimi quattro interventi particolarmente interessanti (Giulio Xhaet, Fabio Viola, Gino Micacchi e Stefano Vitta) con grande disappunto dei relatori (e mio), tanto più che alcuni degli interventi precedenti sono stati di scarso interesse, colpa non certo dei relatori, ma dell’organizzazione che avrebbe dovuto fare una maggiore selezione sulle presentazioni.

D’accordo, il convegno era gratuito, ma gli organizzatori hanno perso un’ottima occasione.


Facebook utilizza le foto personali per le pubblicità. Falso!


Posted: luglio 30th, 2009 | Author: | Filed under: facebook | Tags: , , | No Comments »


Un paio di settimane fa, decine di blog, italiani e internazionali, anche autorevoli, riportavano la notizia che Facebook utilizzava le foto del profilo personale per le pubblicità che appaiono nella spalla destra delle pagine. In realtà Facebook non aveva nessuna colpa. Queste pubblicità erano realizzate da applicazioni esterne. Conoscendo anche solo sommariamente i meccanismi di advertising di Facebook e le politiche sulla privacy, si poteva facilmente intuire che questa notizia era falsa. In buona fede, s’intende. Gli autori dei blog non hanno deliberatamente pubblicato false informazioni, ma hanno peccato di ingenuità, nel ripubblicare un post senza documentarsi o approfondire, catturati dal clamore della notizia e, forse, affascinati dalla possibilità di puntare il dito contro il social network più popolare del pianeta.

In questi articoli veniva anche fornita la soluzione per evitare che Facebook utilizzasse le proprie foto.

privacy-facebook

Anch’essa falsa. O meglio l’opzione segnalata in Facebook c’era (e c’è tuttora), ma serve soltanto ad evitare di essere associati alle azioni sociali delle pubblicità di Facebook (ad esempio, diventare fan di una pagina), ma nulla può fare per bloccare applicazioni esterne.

La notizia ha avuto una risonanza tale che persino Facebook in questi giorni ha fatto chiarezza su questo punto. Se accedete alla pagina per modificare le impostazioni relative alla visibilità nelle inserzioni di Facebook, all’indirizzo https://register.facebook.com/privacy/?view=feeds&tab=ads (per intenderci quella segnalata come soluzione al problema di veder pubblicata la propria foto nelle pubblicità) compare il seguente messaggio:

“Sfatiamo le false voci relative alle foto nelle inserzioni
Si sono diffuse delle voci false secondo le quali Facebook avrebbe iniziato ad usare le foto nelle inserzioni. Non credere a queste voci. Queste voci si riferivano alle applicazioni di terzi e non alle inserzioni visualizzate in Facebook. È possibile che nelle inserzioni di Facebook compaiano la tua immagine del profilo e il tuo nome, ma solo quando sono collegate ad un’azione sociale che hai effettivamente eseguito su Facebook (ad esempio se sei diventato/a fan di una Pagina). Per maggiori informazioni, visita il Centro assistenza.

pubblicita-facebook

Ma c’è dell’altro…
… è stata anche aggiunta un’ulteriore opzione per impedire a terze parti di utilizzare le vostre foto per le loro pubblicità.

Vale sempre e comunque il consiglio generale di non autorizzare applicazioni i cui meccanismi non sono chiari e le cui condizioni non sono esplicitate. In ogni caso è utile perdere un po’ di tempo per leggere i termini del servizio che si sta utilizzando.

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