Per una volta lasciamo da parte facili commenti sul cattivo gusto e soffermiamoci sul messaggio. Cosa pubblicizza? Costumi da bagno? Trattamenti anticellulite? Lampade abbronzanti? Sexy shop? No, niente di tutto questo, ma lascio a voi il gusto di scoprirlo.
Il vero problema di questa pubblicità non è la volgarità, ma l’incomprensibilità.
Si è svolta ieri sera al Teatro Nazionale di Milano la XXIV edizione del Grand Prix di Pubblicità Italia. Questi i vinvitori e i Premi speciali:
I VINCITORI
1. “Need better clothes” per Glendfield di Lorenzo Marini & Associati
2. “Il calcio più bello” per Sky, agenzia 1861united
3. “Heavy digestion” per Brioschi, agenzia Leagas Delaney
PREMI SPECIALI
Premio Follower/Sorpresa:
“Operazione Birra Moretti Divano”, agenzia Armando Testa, cdp Indiana Production
Premio Follower/Intraprendente:
“Buio” per Citroen, agenzia Euro Rscg Milano, cdp K48
“Custodi” per Volkswagen Polo, agenzia Saffirio Tortelli Vigoriti, cdp BRW Filmland
Premio Leader/Scommessa:
“Fiat Panda”, agenzia Leo Burnett, cdp Indiana Productions
Premio La Prima Volta:
“Need better clothes” per Glenfield, agenzia Lorenzo Marini, cdp Spider J. Film
(già vincitore del primo premio)
Premio Leader/Evergreen:
“Tutto il rosa della vita” per La Gazzetta dello Sport, agenzia McCacc Erickson Italia, cdp Filmmaster
Premio Follower/Passista:
“Ga El Suv” per Skoda Yeti-VWGroup Italia, agenzia Cayenne, cdp Run Multimedia
“Whatever you eat” a Vivident Xylit-Perfetti Van Melle, agenzia Selection, cdp Selection Production
Premio Contro Un Avversario
“Il calcio più bello” per Sky, agenzia 1861United, cdp Akita Film
(già vincitore del secondo premio)
“Aygo Connect” per Toyota Motor Italia, agenzia Saatchi & Saatchi, cdp Akita Film
Premio Un Giro Avanti
“Ten seconds” per Antony Morato-Essedi, agenzia We are Socialize (London/Milan), cdp Casta Diva Pictures;
Categoria Più a Meno low budget
“Heavy digestion” per Brioschi (Manetti & Roberts), agenzia Leagas Delaney, cdp Indiana Production (già vincitore del terzo premio)
Pressing:
“Acqua” per Coop, agenzia Y&R Italia, cdp ITC
L’Ombrello Istituzionale
“Una bella storia” per Telecom Italia, agenzia Saffirio Tortelli Vigoriti, cdp Think Cattleya
“Grazie” per Wind, agenzia DDB, cdp The Family
Un paio di settimane fa, decine di blog, italiani e internazionali, anche autorevoli, riportavano la notizia che Facebook utilizzava le foto del profilo personale per le pubblicità che appaiono nella spalla destra delle pagine. In realtà Facebook non aveva nessuna colpa. Queste pubblicità erano realizzate da applicazioni esterne. Conoscendo anche solo sommariamente i meccanismi di advertising di Facebook e le politiche sulla privacy, si poteva facilmente intuire che questa notizia era falsa. In buona fede, s’intende. Gli autori dei blog non hanno deliberatamente pubblicato false informazioni, ma hanno peccato di ingenuità, nel ripubblicare un post senza documentarsi o approfondire, catturati dal clamore della notizia e, forse, affascinati dalla possibilità di puntare il dito contro il social network più popolare del pianeta.
In questi articoli veniva anche fornita la soluzione per evitare che Facebook utilizzasse le proprie foto.
Anch’essa falsa. O meglio l’opzione segnalata in Facebook c’era (e c’è tuttora), ma serve soltanto ad evitare di essere associati alle azioni sociali delle pubblicità di Facebook (ad esempio, diventare fan di una pagina), ma nulla può fare per bloccare applicazioni esterne.
La notizia ha avuto una risonanza tale che persino Facebook in questi giorni ha fatto chiarezza su questo punto. Se accedete alla pagina per modificare le impostazioni relative alla visibilità nelle inserzioni di Facebook, all’indirizzo https://register.facebook.com/privacy/?view=feeds&tab=ads (per intenderci quella segnalata come soluzione al problema di veder pubblicata la propria foto nelle pubblicità) compare il seguente messaggio:
“Sfatiamo le false voci relative alle foto nelle inserzioni Si sono diffuse delle voci false secondo le quali Facebook avrebbe iniziato ad usare le foto nelle inserzioni. Non credere a queste voci. Queste voci si riferivano alle applicazioni di terzi e non alle inserzioni visualizzate in Facebook. È possibile che nelle inserzioni di Facebook compaiano la tua immagine del profilo e il tuo nome, ma solo quando sono collegate ad un’azione sociale che hai effettivamente eseguito su Facebook (ad esempio se sei diventato/a fan di una Pagina). Per maggiori informazioni, visita il Centro assistenza.”
Ma c’è dell’altro… … è stata anche aggiunta un’ulteriore opzione per impedire a terze parti di utilizzare le vostre foto per le loro pubblicità.
Vale sempre e comunque il consiglio generale di non autorizzare applicazioni i cui meccanismi non sono chiari e le cui condizioni non sono esplicitate. In ogni caso è utile perdere un po’ di tempo per leggere i termini del servizio che si sta utilizzando.