Fakebook: c’è del marcio nella rete
Posted: maggio 3rd, 2010 | Author: Emanuela De Vecchi | Filed under: comunicazione, facebook | Tags: etica, social network, womma, wommi | No Comments »
Ci hanno sempre raccontato la favoletta che il web 2.0 è il luogo della ‘verità’.
Se hai qualcosa da nascondere non apri un blog, non vai su Facebook, non apri un canale YouTube. Insomma il web partecipativo è fatto solo per persone e per aziende che operano in totale trasparenza e secondo principi etici. Se commetti qualche scorrettezza, se menti, inganni o semplicemente fai un errore la rete sarà pronta a smentirti, grazie alla forza del gruppo.
Questo è quello che ci hanno sempre raccontato, ma è davvero così?
Fatta la legge, trovato l’inganno si usa dire, e nemmeno il mondo dei social network, luogo dove tutto avviene alla luce del sole, ne è esente. E così nascono siti dove acquistare follower su Twitter, richieste per comprare fan su Facebook, per creare personaggi fake per contrastare discussioni diffamanti sul proprio marchio e trucchi per popolare le proprie pagine utilizzando il bottone ‘Mi piace’.
Certo non c’è da stupirsi. Quanto avviene in rete non è poi così diverso da quanto avviene in altri luoghi, dove leggi e regole sono infrante quotidianamente. Perciò per favore smettiamola di considerare la rete al pari di un giudice supremo di tutti i mali. Troppo spesso sento ancora raccontare questa favoletta in corsi, seminari e presentazioni sui benefici della rete e del web 2.0.
Quello che occorre invece è una maggiore eticità da parte dei professionisti e delle agenzie che operano nel settore. Le aziende non preparate ad affrontare le conversazioni in rete e incompetenti sulle dinamiche del social web spesso pensano di risolvere i loro guai con richieste a dir poco ambigue spesso accompagnate dalla frase: “Ma io so che il mio concorrente lo fa”. Di fronte a tale ingenuità verrebbe da rispondere: “Certo! E ci sono anche tanti uomini che ammazzano la propria moglie…”. Credo invece sia fondamentale che agenzie e professionisti adottino un codice etico, quale ad esempio il WOMMA, e per l’Italia il Wommi e invito anche tutte le aziende a scegliere solo agenzie e professionisti che abbiano sottoscritto un codice etico.
E se qualcuno passasse di qua e mi volesse ingaggiare per qualunque delle attività sopracitate, troverà chiuso…




