A Milano i bar immersi nel verde hanno una seduzione particolare, sarà per il troppo asfalto della città, sarà per la voglia di evadere, ma sono questi i luoghi dove i milanesi ricercano una piccola oasi di relax. Tra tutti i bar all’aperto senza dubbio quello all’interno del giardino della Triennale – sotto gli imponenti archi di Giovanni Muzio e immerso nel verde del Parco Sempione – ha sempre avuto un fascino unico per me.

Camparitivo

Camparitivo in Triennale, riedizione del bar voluta da Campari per celebrare il suo 150° anniversario e progettata dall’architetto Matteo Ragni, mi è piaciuta particolarmente per l’interazione tra il bar e il suo contesto con un gioco di specchi che proietta il parco all’interno del bar e viceversa in una perfetta integrazione tra natura e design e con leggerissime lampade che si muovono al ritmo del vento.

Camparitivo in Triennale vuole essere un luogo d’incontro e scambio in cui si suggeriscono nuove gestualità e punti di vista sul consumo del perfetto aperitivo italiano. Per l’ideazione dello spazio Matteo Ragni ha proiettato lo sguardo verso il futuro e ha immaginato i prossimi 150 anni di Camparisoda (giocando ironicamente con i 150 che Campari celebra proprio quest’anno).  Dallo sguardo del marchio verso il futuro, nasce Futuro Meraviglioso.

In questo contesto, in un ambiente in fermento alla vigilia dell’inaugurazione del FuoriSalone, Matteo Ragni con pantaloni color vinaccia, maglioncino verde bottiglia e giacca a specchio (a suo dire acquistata per l’occasione e coordinata con l’allestimento) ci ha divertito e intrattenuto spiegando l’idea che sta dietro ad ogni sua creatura. Già perché gli oggetti di design, non sono semplici ‘cose’, ma creature con tanto di nome di battesimo. C’è Camparina, la sedia che ti invita a sederti non di fronte, ma lateralmente alla tua preda perché il perfetto cacciatore sa che questa è la posizione migliore per l’approccio, con tanto di dimostrazione sul campo del designer in persona. Poi c’è Dot, il tavolo rotondo con un vassoio girevole al centro, ereditato in parte dai ristoranti cinesi e in parte dal disco dei vecchi telefoni della Sip, perché chi ama Camparisoda chiama Camparisoda. E poi la lampada Fortunata – il cui nome è un doveroso omaggio a Fortunato Depero, ideatore della bottiglietta e dei primi manifesti pubblicitari del Camparisoda – leggerissima struttura composta da un gioco geometrico di triangoli ondeggia sinuosa ad ogni alito di vento. Ed infine Click, il bicchiere perfetto per Camparisoda  – il primo monodose della storia – dà nuova vita alla storica bottiglietta usata come stelo per non perdere l’esperienza dell’oggetto.

Il bar rimarrà aperto fino ad ottobre, da martedì a domenica, dalle 11.30 alle 23.00, giovedì e venerdì fino alle 24.00.

E nel giardino della Triennale potete gustare anche l’esperienza dei 10 giganteschi telescopi rossi, 10 porte, 10 strade, 10 percorsi verso il futuro. Non ha importanza quale scegliate per prima, la cosa importante è farsi strada, almeno con il pensiero, verso un futuro meraviglioso… Quale mi è piaciuta di più? Ovviamente la seconda, quella della donna “che custodisce il seme che nasce, la mano che accoglie”.
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