Crisi economica e innovazione

pensieri sparsi — By on 19 ottobre 2008 23:03
L'ideogramma Abunai/Ki dal significato Problema/Opportunità

Ideogramma Abunai/Ki dal significato Problema/Opportunità

Ebbene sì anch’io non ho saputo resistere. Crisi economica e recessione sono parole ormai sulla bocca di tutti, ma poco o niente viene detto sulle opportunità che questa crisi può aprire. Ne parla invece Antonio C. Larizza nell’articolo di testa di ‘Nova‘ (supplemento al Sole 24 Ore) di giovedì 16 ottobre.

Precedenti crisi economiche sono state il trampolino di lancio per l’apertura di nuovi mercati. Quella petrolifera del 72, ha aperto il settore alle auto giapponesi, più efficienti ed economiche, e quella dell’87 ha visto l’ascesa della Silicon Valley. Dunque chi investe in mercati innovativi ha la possibilità di superare indenne la crisi e averne dei vantaggi evidenti. Chi si oppone muore e chi si adatta segue l’onda in balia degli eventi. E’ necessaria una capacità imprenditoriale che permetta di guardare oltre e identificare le necessità future.

Dunque innovare per sopravvivere.

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7 Comments

  1. Davide scrive:

    Hai proprio ragione,
    Segnalo l’uscita proprio in questi giorni del libro del mio collega Gianni Clocchiatti, Creatività per l’innovazione, edito da franco Angeli, che parla proprio di tecniche e strumenti per portare l’innovazione in azienda.

    Davide

  2. AAA Copywriter scrive:

    Innovare per sopravvivere per me è un assioma, e non solo in tempi di crisi. Chi non progredisce resta indietro rispetto agli altri che lo fanno, quindi regredisce. Ergo… 😉

    Alex

  3. Enrico Miglino scrive:

    ABUNAI KI: Crisi/Opportunità

    Siamo alle soglie o dentro fino alla cintola, di una grande crisi economica.
    Impazziscono le borse, a partire da quelle americane, poi quelle europee. Le banche hanno bisogno dello stato per sopravvivere o sostenersi… Bene.
    E dov’è l’opportunità? L’opportunità esiste, ma a quanto pare non per molti; soltanto per quelli che su questo “giochetto” ci hanno lucrato e ci stanno lucrando quanto più possono, sempre in pochi rispetto ai molti che ci perdono.
    Ma l’opporutinià, una, importante, forse c’è per tutti: l’opportunità di aprire gli occhi. L’uomo comune, noi, gente di strada, ecco proviamo a porci una domanda; che fine ha fatto il processo di privatizzazione? E Che senso c’è nell’inquietante accorpamento del sistema bancario in grandi gruppi? Due anni fa, il nostro governatore della Banca d’Italia e ministri del tesoro vari hanno gridato ai quattro venti che “Basilea 2″ era una follia delle banche, che non sarebbe successo nulla, soprattutto alla PMI nazionale, che…
    Ma non sarebbe successo nulla se il sistema mediatico avesse permesso a singoli, privati, piccoil risparmiatori e piccoli imprenditori, professionisti, di informarsi e sapere come stavano andando le cose, anzi, di informarli. Perchè le cose stavano andando proprio così.

  4. Alessandro scrive:

    Sono d’accordissimo con l’innovare, sempre che ci siano idee buone e non per farlo a tutti i costi. Sostengo invece che attualmente il concetto di opportunità che scaturisce da una crisi sia molto gettonato…Si sta addirittura usurpando…Navigare per credere…

  5. Fabrizio scrive:

    Un’autostrada libera per lo sviluppo sostenibile

  6. Grazie per i vostri commenti. Mi fa sempre piacere leggervi.

    Ad Alessandro voglio dire che ovviamente l’innovazione paga se ha la capacità di interpretare i bisogni futuri, e non si tratta solo di idee buone o cattive. Ahimè non ho la ricetta del successo. Bisogna saper essere un po’ visionari. E ben venga che in rete si parli di opportunità. Ma noi siamo un piccolo popolo (di innovatori) e dobbiamo esportare questo concetto anche fuori di qui.

  7. Certo sentir parlare di pericolo/opportunità potrebbe sembrare strumentale, sopratutto per noi occidentali che fin che c’era da guadagnare guardando una sola parte del TAO (dimenticando l’ALTRO) tutto andava bene…:-) furbi, eh….
    Cmq il concetto veicolato da questo ideogramma (abunai ki la versione giapponese, wei ji quella più antica, cinese rappresentata nell’immagine) presuppone una capacità mentale di surfare da un estremo all’altro con disinvoltura (la notte si sostituisce al giorno, poi ancora il giorno sembra vincere per qualche ora, poi ancora la notte prevale…). Il problema è: c’è qualcuno che riesce (senza farsi prendere da ‘ottimismo a tutti i costi’) a fare questo ‘gioco’ di gambe e neuroni per slalomare ed uscire (quando?) in piena velocità dalle onde?
    Scrivere suggerimenti a: Nonsonullamavorreimpare, via del caos 66, Pianeta Terra :-).

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