Consumi non convenzionali: i Gruppi di Acquisto Solidali

eco pensieri — By on 19 settembre 2011 9:57

Quando decisi di aprire questo blog e di chiamarlo non convenzionale, avevo in mente di parlare di tutto il non convenzionale che c’è: consumi, energia, ambiente, turismo, ma poi ho finito col parlare solo di comunicazione non convenzionale, il mio lavoro.

Oggi invece voglio scrivere di acquisti non convenzionali. Da pochissimo sono entrata a far parte di un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale). Corteggiavo i GAS da un po’. Nella mia città ce ne sono quattro, ciascuno dei quali aveva raggiunto il numero massimo di famiglie gestibili, ma a giugno in uno dei gruppi qualche famiglia se n’è andata per fondare un GAS in un’altra città e quindi mi sono fiondata.

Gruppo di Acquisto Solidale non significa soltanto mangiare sano spendendo meno, ma rappresenta innanzitutto un approccio più consapevole e ragionato nei confronti dei consumi e dell’ambiente, ma anche sostegno alle attività locali in difficoltà. E’ il caso del Caseificio Tomasoni, a rischio di fallimento e salvato grazie alla solidarietà dei GAS. Convertitosi al biologico nel 2004 è entrato in crisi dopo l’impennata dei prezzi del latte. C’erano forme di grana in stiva per tre anni e ipoteche con le banche. I gruppi di acquisto solidali delle provincie di Bergamo, Bre­scia, Como, Lecco e Milano si sono uniti in una catena di solidarietà per salvare il caseificio e ce l’hanno fatta, e per fortuna :-) perché i loro formaggi sono davvero speciali, il grana padano prima di tutto, ma anche le caciottelle alle noci e al peperoncino.

GAS è anche vincere la paura e i pregiudizi nei confronti dei nomadi e dare solidarietà e appoggio alla Cooperativa Intrecci, nata per dare lavoro ad un gruppo di donne Rom che stira, cuce, fa lavori di sartoria e piccole riparazioni.

GAS è anche turismo solidale, come l’iniziativa ‘Io vado a Lampedusa’ promossa dall’associazione Askavusa di Lampedusa e appoggiata da molti GAS del nord Italia, per fare emergere la parte migliore di Lampedusa, quella che non ha paura, quella che divide quello che ha con l’umanità, provenga essa dalla Tunisia, dall’Etiopia o dalla Germania, quella Lampedusa che vuole risolvere i propri problemi con impegno e onestà.

Detto questo, entrare in un GAS spesso non è semplice. Io ci sto provando da un paio d’anni. Spesso la cosa migliore è raccogliere un gruppo di amici, vicini di casa, conoscenti, accomunati dalla stessa passione e dagli stessi ideali e provare a costruirsi il proprio Gruppo di Acquisto Solidale. All’inizio chiedete aiuto ad altri GAS della vostra zona, vi daranno un consiglio sui produttori e sulla gestione. Per Milano esiste il sito www.gasmilano.org dove potete trovare i GAS che accettano iscrizioni e quelli che sono disposti al tutoraggio. Per le altre città cercate un po’ in rete, non è facile, spesso sono piccole realtà che hanno un piccolissimo sito invisibile ai motori di ricerca, ma se fate riferimento a Intergas, rete nazionale di collegamento dei GAS, dovreste riuscire a cavarvela.

E infine se volete assaggiare i formaggi di Tomasoni, conoscere le donne della Cooperativa Intrecci e acquistare le bellissime borse che hanno confezionato per noi, saperne di più su Io vado a Lampedusa, avere delle dritte per aprire un GAS, e tantissimo altro ancora venite a Prendiamoci Cura, mostra mercato di prodotti biologici e consumo critico.

Prendiamoci Cura 2011
Domenica 25 settembre
Dalle 10.00 alle 18.00
Rho (MI) – Piazza Visconti

mappa

 

… e se venite dalle 10.00 alle 14.00 mi trovate all’Info Point 2

Tag: , , , , ,

0 Comments

You can be the first one to leave a comment.

Leave a Comment