I 10 errori da non fare nella Pagina Facebook aziendale

in primo piano, social e dintorni — By on 21 giugno 2011 10:00

Mettere in piedi una pagina Facebook aziendale è un gioco da ragazzi. Anche i meno esperti riescono ad aprire una pagina, inserire un logo e le info aziendali. La parte più difficile arriva nella gestione e nel rapporto con i propri fan.
Ecco i dieci errori da non fare:

    1. Considerare Facebook come un canale di comunicazione al pari di tutti gli altri
      Facebook non è un’estensione del blog o del sito aziendale. Inutile replicare tutti i contenuti pubblicati, meglio cercare argomenti di discussione per coinvolgere e dialogare con il proprio pubblico.
    2. Non ascoltare
      Un antico proverbio recitava “Dio ci ha dato due orecchie ed una sola bocca. Dobbiamo ascoltare il doppio di quanto parliamo”. Facebook non deve essere utilizzato come il balcone dal quale fare proclami, ma uno spazio per ascoltare e fare tesoro di tutto quello che gli utenti scrivono. Le critiche e i suggerimenti sono utilissimi feedback sui propri prodotti o servizi.
    3. Essere noiosi… o peggio adolescenziali
      L’ambiente ludico di Facebook, spesso spinge anche le aziende ad adottare toni eccessivamente informali, pieni di faccine, esclamazioni, puntini di sospensione… Bisogna trovare il giusto equilibrio con un linguaggio professionale, ma allo stesso tempo coinvolgente.
    4. Non rispondere
      Lasciare la pagina abbondonata a se stessa è uno degli errori più frequenti. È importante essere presenti. Questo non significa passare su Facebook tutta la giornata, bastano pochi minuti ogni due ore o meglio ancora si possono impostare gli alert via e-mail per ricevere aggiornamenti ogni volta che qualcuno scrive in bacheca o commenta. Rispondere ed essere presenti aiuta a fidelizzare i propri fan.
    5. Fare errori ortografici
      Cercate di controllare sempre ciò che viene scritto. Errori ortografici o di battitura sono segnale di scarsa cura e di poca professionalità. Leggete e se vi rendete conto di aver fatto un errore, cancellate e riscrivete, Facebook ve lo permette.
    6. Essere scortesi
      Capita spesso che differenti utenti ripetano la stessa domanda. Innanzitutto bisogna chiedersi se la comunicazione è stata chiara e nelle risposte evitare toni sgarbati del tipo ‘Ve l’ho già detto’ ‘È già stato scritto’ ‘Ma non leggete?’
    7. Essere aggressivi o minacciare gli utenti
      Anche il prodotto migliore al mondo non è esente da critiche. Imparate a rispondere con cortesia anche alle critiche più severe, non minacciate ritorsioni o azioni legali, ma cercate, quando possibile, un contatto diretto con il cliente insoddisfatto che si sentirà seguito e considerato.
    8. Cedere alle provocazioni
      Ogni pagina che si rispetti ha i suoi troll. Questi elementi puntano a scatenare la rissa verbale e si infiammano quando ci riescono. Non bisogna assecondarli, ma imparare a riconoscerli e ignorarli.
    9. Troncare le discussioni e invitare gli utenti ad andarsene
      “O è così o te ne puoi andare”. Lo direste mai ad un vostro potenziale cliente? Per lo stesso motivo non lo dovreste fare nemmeno on-line. Facebook è uno spazio di dialogo. Imporre il proprio punto di vista e troncare la discussione senza lasciare spazio per una replica è negativo e contrario alle logiche della socializzazione, dentro e fuori la rete.
    10. Far sentire i propri fan cretini
      Lo so, lo abbiamo pensato tutti prima o poi, ma anche di fronte alla domanda più stupida, bisogna rispondere con cortesia senza sminuire mai l’interlocutore. Al contrario, bisogna sempre farlo sentire protagonista, ringraziarlo per il suo contributo, viziarlo e coccolarlo, ma senza piaggeria, per conquistarlo. Si racconta di un politico che avendo notato la quantità di stupidi che lo circondavano decise di mettere in piedi un nuovo partito, “Il partito degli Stupidi”, sicuro che avrebbe stracciato gli avversari alle prossime elezioni. Il giorno del voto arrivò e il politico perse miseramente. “Nessuno vuole sentirsi stupido” gli disse un suo collaboratore. Alle elezioni successive si presentò con il “Partito degli Intelligenti” e tutti gli stupidi lo votarono.

NOTA: Tutti gli screenshot riportati sono di pagine reali. Ho oscurato il nome e l’icona. Non è mia intenzione puntare il dito contro nessuno, ma esemplificare atteggiamenti comuni.

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3 Comments

  1. Bellissimo articolo ricco di informazioni chiare e precise. A mio avviso nove punti su dieci sono adottabili tranquillamente (e con successo) anche da chi non ha una vera e propria azienda ma solo un blog personale. Saluti Nicola.

  2. Sì Nicola, in fondo basta avere solo un po’ di buon senso. Piacere di trovarti anche qui.

  3. Il piacere è tutto mio. Ho scoperto che eri una blogger leggendo la sezione info della tua pagina facebook. Il tuo blog è davvero interessante. Saluti Nicola.

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