Quattro regole per non farsi fregare

in primo piano, social e dintorni — By on 26 luglio 2013 17:07

Vi racconto una storia.

C’era una volta un’azienda, una multinazionale, il nome poco importa,  appena sbarcata in Italia, che vuole far conoscere i suoi prodotti anche nel nostro bel paese. Vende principalmente on-line e considera il web una grande potenzialità. Incarica un’agenzia, che è principalmente una press agency, ma che si spaccia anche per una digital agency, di occuparsi della sua comunicazione sui principali social network, Facebook, Pinterest, Youtube, di mettere in piedi un blog, oltre che della rassegna stampa.

L’agenzia si occupa di tutto questo per un anno. Il cliente non è particolarmente soddisfatto, vuole cambiare, attende la scadenza naturale del contratto e dopo un anno liquida l’agenzia e chiede di avere le password per gestire i propri profili. L’agenzia fa la voce grossa, dice che gli account creati non li molla manco morta e così nasce una querelle di settimane per poter rientrare in possesso delle password per la gestione della pagina Facebook, dei profili Youtube, Pinterest e del blog.

Ma può un’agenzia comportarsi così? La risposta è ovviamente no. L’azienda ha pagato perché l’agenzia realizzasse per lei quei profili che di fatto sono di proprietà dell’azienda e non dell’agenzia. Non ci sono nemmeno i termini legali per un tale comportamento e credetemi avrei una voglia immensa di dirvi quel nome, ma come dice il mio amico Roldano ‘Occhio che te becchi ‘na querela’. Però questa storia (anonima) la posso scrivere anche per mettere in guardia aziende oneste e in buona fede, da agenzie fin troppo scaltre.

Finora la questione non è ancora risolta e io ho consigliato all’azienda di andare per vie legali, e a tutte le aziende che stanno per concludere un contratto con un’agenzia do qualche consiglio per tutelarsi dai troppo furbi:

  • come dicono le nonne ‘fidarsi e bene, ma non fidarsi è meglio’. Fatevi dare sempre e comunque le password di tutti gli account che l’agenzia gestisce, anche se non ve ne fate nulla, se non gestirete mai la pagina di Facebook o l’account di Twitter, ma è un vostro diritto;
  • anche di fronte alla persona più onesta, stipulate sempre un contratto che definisca non solo i compensi economici, le scadenze di pagamento, ma anche le condizioni di gestione dei profili;
  • definite sempre una way-out, vale a dire obblighi dell’azienda e dell’agenzia nel caso di rottura del contatto o mancato rinnovo;
  • informatevi sui vostri diritti, di proprietà di un sito, di una pagina Facebook, cercate di approfondire i termini di servizio dei vari strumenti che utilizzate (Facebook, Twitter e i vari social network).
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